Italia
Sciopero di venerdì 12 dicembre, a rischio trasporti e sanità. Lavoratori in corteo a Genova
Anche Genova e la Liguria si preparano a un altro venerdì di sciopero, domani 12 dicembre, per la manifestazione indetta dalla Cgil contro la manovra finanziaria del Governo. Il capoluogo ligure ha vissuto la tensione legata all’ex Ilva, con i cinque giorni di presidio e di protesta per far ripartire l’acciaio anche nella fabbrica di Cornigliano.
La spaccatura dei sindacati
Uno sciopero generale che però mette in risalto la spaccatura, poco sanabile al momento, tra le tre sigle confederali: Cgil, Cisl e Uil. I tre sindacati infatti si presentano disuniti all’appuntamento di venerdì 12 dicembre. Solo la Cgil scenderà in piazza, mentre la Cisl scenderà in piazza il giorno dopo, sabato 13 dicembre, a Roma, “per migliorare la manovra e costruire un patto con il governo”. La Uil invece aveva organizzato per fine novembre un incontro al chiuso, al Brancaccio, per confrontarsi sulla finanziaria italiana. Insomma, una rottura sia in termini di immagine che di cifre, nonostante a manifestare sia il sindacato con il più alto numero di iscritti.
Motivazioni e obiettivi dello sciopero generale
La Cgil ha stilato le motivazioni che l’hanno spinta a indire lo sciopero, suddividendole in sei punti. Aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione, contrastare la precarietà, la doppia richiesta: vere politiche industriali e del terziario, una riforma fiscale equa e progressiva. A scendere in piazza saranno quindi lavoratori ma anche pensionati, e a essere interessati saranno tutti i principali settori del paese: dalla sanità all’istruzione fino ad arrivare ai trasporti. L’astensione avrà una durata pari all’intera giornata di lavoro per tutti i settori pubblici e privati anche in appalto e strumentali. Nei settori e comparti tenuti al rispetto della Legge n. 146/90 saranno garantite le prestazioni indispensabili, in osservanza delle regolamentazioni di settore. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, l’articolazione oraria dello sciopero è così suddivisa: dalle 00.01 del 12 dicembre alle 21 dello stesso giorno. Per quanto riguarda i vigili del fuoco, lo sciopero è di quattro ore (senza decurtazione), per il personale turnista, dalle 9 alle 13. Intera giornata per il personale giornaliero e amministrativo. Sono esentati dall’adesione allo sciopero generale nazionale l’igiene ambientale, il personale del ministero della Giustizia, il personale ATAC S.p.A., esentato per intero il trasporto aereo. Lo sciopero generale si prefigge due obiettivi: “sostenere le categorie in tutte le vertenze aperte con le controparti per il rinnovo dei contratti scaduti, perché i salari vanno alzati innanzitutto con la contrattazione; lanciare una vera e propria vertenza – tutta di merito – nei confronti del Governo, per cambiare la Manovra di Bilancio sulla base delle nostre richieste” spiegano dalla Cgil.
I trasporti incrociano le braccia
A fermarsi per lo sciopero nazionale, il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. I treni potranno subire cancellazioni o variazioni, mentre quelli a lunga percorrenza sono in parte garantiti. Per il trasporto regionale di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Sul sito di Trenitalia fanno sapere che l’agitazione sindacale può comportare modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione. I passeggeri che intendono rinunciare al viaggio possono richiedere il rimborso a partire dalla dichiarazione di sciopero: fino all’ora di partenza del treno prenotato, per i treni Intercity e Frecce; fino alle 24 del giorno antecedente lo sciopero stesso per i treni Regionali; in alternativa possono riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili secondo la disponibilità dei posti.
Corteo lungo le vie della città
Nel frattempo, in occasione della giornata di sciopero proclamata dalla Confederazione, in molte piazze italiane si terranno le manifestazioni. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sarà a Firenze. Anche la segreteria confederale sarà presente in diverse aree del Paese, a Genova è atteso Giuseppe Gesmundo. Il concentramento è previsto alla Stazione Marittima a partire dalle 9, a seguire il corteo cittadino con il comizio conclusivo davanti alla Prefettura in largo Lanfranco.
Italia
Giunta Bucci, l’attesa è finita: nel pomeriggio la presentazione degli assessori
È arrivato il giorno della presentazione (ufficiale) dei nuovi assessori della giunta di Marco Bucci. Una giornata attesa, dopo un periodo di discussione accesa (tutto interno alla maggioranza), per la squadra che si allarga, “ma non chiamatelo rimpasto”, del presidente ligure. Non si tratta infatti di un rimpasto, come ha ribadito Bucci, ma di un allargamento della giunta, “meritato”, come lo stesso Bucci ha rimarcato a margine del primo consiglio regionale di martedì scorso.
Tutto pronto per la presentazione
L’appuntamento con la stampa è stato fissato per oggi, venerdì 16 gennaio, alle 16. I media sono stati convocati per un dopo giunta, che consisterà nella presentazione dei due nuovi assessori. “Domani, venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 16 presso la Sala della Trasparenza di Regione Liguria (Piazza de Ferrari 1, piano terra) si terrà la conferenza stampa di presentazione della Giunta. Saranno presenti il presidente Marco Bucci e i componenti della Giunta” si legge nella mail.
Chi sono i nuovi assessori
Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, si tratta quindi del leghista, già consigliere delegato, Alessio Piana a cui andrà lo Sviluppo economico; con lui nello scacchiere anche il nome di Claudia Morich, tecnica vicino ai forzisti, che prenderà la delega al Bilancio. I loro profili erano stati già individuati nelle scorse settimane, ma qualcosa non era andato a dama a causa delle “proteste” dei civici, che si sono sentiti tagliati fuori dal progetto di espansione della giunta. Come raccontato da Primocanale, i consiglieri regionali di Vince Liguria-Noi Moderati e Orgoglio Liguria Alessandro Bozzano e Giovanni Boitano, sono infatti pronti a lasciare la maggioranza per approdare nel Gruppo Misto. L’annuncio, se confermato, avverrà durante il prossimo consiglio regionale (martedì 20 gennaio ndr).
Alcuni assetti che cambiano
Tra le novità, annunciate proprio in queste ore, la delega all’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone per svolgere le funzioni di coordinamento e impulso per la realizzazione della Fase B dell’opera della Diga Foranea. Cambio al vertice, invece, alla vicepresidenza della Regione, con Alessandro Piana che lascia e Simona Ferro che subentra. Sarà infatti lei la vice di Marco Bucci. C’è attesa anche per la nomina di un nuovo consigliere delegato, come preannunciato dallo stesso presidente ligure proprio nei giorni scorsi. Insomma, il tempo delle scelte si è consumato, adesso la palla passa a Marco Bucci, che dovrà però gestire non solo il nuovo assetto degli assessori ma anche la delusione dei civici.
Italia
All’assessore Giampedrone la delega per la fase B della Diga: lascia quella all’Ambiente
Il presidente della Regione Liguria e Commissario Straordinario per la nuova Diga Foranea di Genova Marco Bucci ha assegnato all’assessore alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone la delega per svolgere le funzioni di coordinamento e impulso per la realizzazione della Fase B dell’opera, di cui Regione Liguria è soggetto attuatore e stazione appaltante.
Lo prevede la delibera di Giunta approvata oggi, in cui si evidenzia come il nuovo incarico a Giampedrone sia stato conferito in ragione della delega alle Infrastrutture, esercitata per il terzo mandato consecutivo. Spetterà a Giampedrone la stipula del contratto con l’operatore economico aggiudicatario della gara, avvalendosi delle Direzioni generali competenti in materia di infrastrutture e di stazione unica appaltante regionale.
“E’ con grande orgoglio e senso di responsabilità che ho accettato questo incarico da parte del presidente Bucci – dichiara Giampedrone – che voglio ringraziare per l’ennesima dimostrazione di fiducia nei confronti del mio operato. L’opera di cui parliamo è destinata a proiettare sempre di più il capoluogo ligure verso il futuro. La nuova Diga è strategica non solo per la Liguria ma anche per il Paese, riconosciuta a livello nazionale tra le dieci opere pubbliche di particolare complessità e rilevante impatto: da questa infrastruttura portuale dipende il futuro sviluppo dei traffici del porto di Genova verso il nord ovest e l’Europa”.
Cambia l’assessore all’Ambiente
Nel contempo, Giampedrone lascia la delega all’Ambiente e alla Tutela del Territorio, che gli era stata assegnata durante il primo mandato della Giunta Toti: “Un atto che abbiamo ritenuto fosse dovuto e indispensabile” – ha concluso Giampedrone – “per evitare ogni possibile forma di incompatibilità futura con questo nuovo incarico”.
La delega all’Ambiente e alla Tutela del Territorio, secondo voci di corridoio, dovrebbe essere assegnata all’assessore Paolo Ripamonti, che detiene già fra le altre quelle a Sicurezze ed Energia.
Italia
Sondaggio Tecné su aumento tasse, Cavo: “I genovesi bocciano Salis”
Proseguono i sondaggi di Primocanale, commissionati a Tecné, sui temi principali legati al Comune di Genova. La domanda, rivolta ai genovesi, riguarda l’aumento delle tasse attuato da Palazzo Tursi. “Poteva risparmiare su altre cose, ma non aumentare tutte le tasse” è quello che pensa il 76% dei cittadini che comprende quindi elettori di centrodestra ma anche molti vicini a Salis. E solo il 21% la giustifica sostenendo che “deve ripianare i debiti fatti dalle giunte passate”. Solo il 3% non risponde.
Non si è fatta attendere il commento della deputata ligure, presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo in consiglio comunale di Nm-Orgoglio Genova Ilaria Cavo: “I genovesi bocciano senza mezze misure l’incapacità di risolvere i problemi senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini”. Secondo Ilaria Cavo il sondaggio Tecnè non lascia spazio alle interpretazioni: “Silvia Salis ha deluso anche una larga parte di chi l’ha votata. È rimasto solo un genovese su cinque a credere alla sua narrazione secondo cui la colpa è sempre della giunta precedente” ha commentato.
“Abbiamo contrastato duramente l’aumento dell’Imu, poi tolto ma compensato dall’aumento dell’Irpef, l’eliminazione della gratuità per i mezzi pubblici, l’aumento dei biglietti dei musei, l’introduzione della tassa sugli imbarchi. Lo abbiamo fatto in aula consiliare, sui mezzi di comunicazione, insieme a tutta l’opposizione. Ora il 76 per cento dei genovesi dice no alla scelta di aumentare il prelievo fiscale come unica strategia amministrativa. Dopo otto anni in cui la giunta di centrodestra aveva dimostrato di garantire i servizi e anche interventi straordinari senza toccare il portafoglio dei genovesi, i primi mesi di giunta Salis mostrano con incontestabile nettezza la differenza di proposta politica. Si è purtroppo avverato quello che abbiamo sempre detto: dietro l’apparenza, le interviste patinate, la parvenza di novità, si nasconde la più vecchia e tradizionale sinistra che impone tasse senza garantire servizi. Ci auguriamo che prendere atto dello scontento dei genovesi porti l’amministrazione nel prossimo futuro a trovare soluzioni alternative rispetto alle scelte fatte con le delibere di fine anno” ha chiosato Cavo.
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