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Sanremo al voto: Forza Italia presenta la lista

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A poco più di due mesi dalle elezioni amministrative di Sanremo, in programma i prossimi 8e 9 giugno,  il partito Forza Italia ha giocato le carte presentando ufficialmente la lista dei candidati a sostegno della candidatura a sindaco, per il centrodestra, di Gianni Rolando.
“Ventiquattro persone, undici donne e tredici uomini – ha spiegato il capolista Simone  Baggioli consigliere comunale e coordinatore provinciale del partito – che si sono messe in gioco per il bene di Sanremo. E’ nostra intenzione formare una classe dirigente che sia preparata e competente. Vorremmo creare le condizioni affinché vi sia un miglioramento globale di tutta la società cittadina, con l’individuo al centro del progetto”
In piazzale Vesco, cornice dell’evento, presenti anche il coordinatore regionale di Forza Italia Carlo Bagnasco, il vice Filippo Bistolfi e il candidato Gianni Rolando.

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Italia

Il Pd nomina la segreteria provinciale, si apre la partita regionale (che però potrebbe slittare)

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Il Partito Democratico targato Francesco Tognoni ha nominato la nuova segreteria provinciale. Il segretario in carica da fine 2025, appoggiato senza lotta a due, sarà affiancato ufficialmente dalla sua squadra. Nel corso della Direzione provinciale del Pd di Genova, che si è riunita nella serata di ieri, Tognoni ha elencato tutti i nomi che lo affiancheranno nel lavoro politico e organizzativo dei prossimi mesi.

Le nomine della segreteria provinciale di Genova

Vicesegretario provinciale è Filippo Bassignana, che fa parte della corrente riformista del partito. A Giulia Lanzillotti, giovane assistente sociale, è affidato Welfare e Politiche per la Sicurezza; Daniela Fara, già presidente della Scuola Marina Mercantile di Genova, si occuperà di Scuola; Gianpaolo Malatesta si occuperà di Formazione politica e lavoro; all’ex funzionario pubblico oggi in pensione Gianfranco Antoni è affidata l’Organizzazione della segreteria; Fabio Franchini che si occupava della segreteria di Natale lavorerà su Infrastrutture e Territorio; la consigliera comunale Vittoria Canessa Cerchi gestirà Transizione ecologica e digitale; mentre Paola Maccagno si occuperà di Terzo settore e Riforma sanitaria; infine ad Andrea Viari, educatore di professione, è andato il settore Famiglie e Tutela dei minori. All’elenco, al momento, manca la Cultura, che potrebbe essere presa in carico, tempestivamente, dal vicesegretario e sindaco di Crocefieschi Filippo Bassignana.

Le parole del segretario Tognoni 

“Sono molto soddisfatto della squadra che abbiamo costruito, si tratta di un gruppo di persone competenti, motivate e profondamente radicate nel territorio – ha commentato il segretario provinciale Francesco Tognoni -. Abbiamo scelto una segreteria snella e operativa, capace di lavorare in modo concreto sui temi che riguardano Genova e la nostra comunità politica. Davanti a noi abbiamo sfide importanti: rafforzare il Partito Democratico, costruire proposte credibili per la città e tornare ad essere un punto di riferimento per tanti cittadini. Sono certo che, con questo gruppo di lavoro, sapremo affrontarle con determinazione e spirito di squadra”. La nuova segreteria è pronta a mettersi al lavoro da subito, in vista delle prossime sfide che riguardano Genova, a poco meno del primo anno di giunta progressista in Comune.

Le partite aperte: si guarda al regionale

La nomina di Tognoni, mozione Schlein, molto vicino all’ex ministro e consigliere regionale Andrea Orlando, è arrivata grazie a un percorso di unità, che ha portato a una scelta appunto unitaria del nome. Nella segreteria sei deleghe sono affidate a esponenti che fanno parte dell’ala schleiniana del partito (Antoni, Fara, Franchini, Lanzillotti vicini a Orlando, Malatesta a Luca Pastorino e Viari ad Armando Sanna ndr), tre invece alla mozione Bonaccini (Bassignana, Canessa, Maccagno ndr). A rigor di cronaca però, negli ultimi mesi, il presidente dem Stefano Bonaccini è confluito nella corrente Schlein: resta insomma una sorta di doppia corrente tra progressisti e riformisti, ma con un percorso più unitario rispetto ad altri epoche viste e conosciute all’interno del Pd. Nel frattempo resta sullo sfondo il congresso regionale, che vede al momento al timone Davide Natale. La partita regionale potrebbe però slittare in avanti, con Natale che proseguirebbe il suo mandato di traghettatore, in vista del 2027, anno da cerchiare di rosso sul calendario per tutti gli amanti della politica. Da un lato le Politiche, dall’altro le Amministrative, con il consigliere spezzino che sembrerebbe sempre più pronto a scendere in campo alla Spezia come candidato a sindaco dell’area progressista.

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Italia

Scontro Bucci-Secolo, le opposizioni: “Il presidente riferisca in aula”

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https://youtube.com/watch?v=tLeMCD3H-aY%3Fsi%3D-aB7QRGozl-zOEa5

Il presunto dossieraggio dei giornalisti de Il Secolo XIX da parte del presidente della Liguria Marco Bucci e del suo staff (questa l’accusa del direttore Michele Brambilla ndr), è arrivata anche in consiglio regionale, con una conferenza stampa indetta dall’opposizione. I partiti del centrosinistra hanno preparato una lettera per il presidente dell’aula Balleari, con conseguente ordine del giorno, per chiedere delucidazioni su quanto sta emergendo in queste ore. L’appuntamento è stato fissato per martedì prossimo, 17 marzo.

Le considerazioni di Andrea Orlando

A prendere parte alla conferenza stampa in Regione tutti e quattro i partiti: Partito Democratico, Avs, Movimento Cinque Stelle e Lista Orlando Presidente. L’ex ministro della Giustizia è intervenuto da remoto, perché impegnato sul Referendum per il “no”. La richiesta è quella di “fare chiarezza” nel prossimo consiglio regionale. “La prima considerazione che mi sento di fare è che noi ci troviamo di fronte a un fatto grave che getta discredito sulle istituzioni della Liguria e ulteriore fango su queste istituzioni che erano già state infangate nel corso degli ultimi tre anni – ha commentato in video collegamento il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Orlando -. La seconda considerazione è che ci troviamo di fronte a un tentativo, perché questo mi sembra incontrovertibile, di condizionare un organo di stampa. C’erano già stati precedenti di rapporti non trasparenti tra la stampa e le istituzioni liguri ma questa vicenda prova in modo evidente un tentativo di condizionamento al quale la redazione del Secolo XIX, il direttore e crediamo anche l’editore, hanno resistito. La terza questione riguarda il rapporto di Bucci con la verità. Attenderemo la valutazione che si compirà di fronte al giudice ma se stiamo alle pagine del Secolo dobbiamo prendere atto che ieri nella conferenza stampa che si è tenuta in regione il presidente non ha detto la verità e questo è un problema naturalmente perché non essendo un passante, ma essendo un’autorità pubblica, questo dato si riverbera anche su tutta un’altra serie di vicende quando si dice o no la verità anche rispetto all’andamento di opere pubbliche, alle dimensioni del debito. Quindi in sostanza il rapporto di trasparenza nei confronti dei cittadini viene messo in questione. La quarta questione riguarda l’utilizzo delle risorse pubbliche perché può stare dentro l’attività di monitoraggio istituzionale un’attività di, la si voglia definire come si vuole, comunque di schedatura quotidiana della stampa locale a partire dal Secolo XIX non legata all’azione di carattere istituzionale ma a una campagna elettorale che si svolge in parallelo? Quindi i soldi dei contribuenti vengono utilizzati per monitorare la campagna elettorale per le elezioni del comune nel quale comunque il presidente Bucci non era coinvolto. La quinta ed ultima questione riguarda il tema generale del rapporto della destra ligure con la democrazia perché questa vicenda non si colloca nel vuoto, non è la prima. Questa vicenda si colloca dopo processi che hanno riguardato esponenti del centro-destra che riguardavano il modo in cui si raccolgono le risorse” ha aggiunto Orlando.

La posizione di tutti i partiti di minoranza

La capogruppo di Avs Selena Candia rimarca il rapporto “distorto” tra Bucci e la verità. “Non ci stupisce che sia accusato di mentire e sia accusato di distorcere la realtà perché lo vediamo tutti i giorni rispetto ai dati che ci presenta, da quelli dell’Istat sui giovani che se ne sono andati a quelli del buco della sanità, dove è stato smentito più volte, ci accusa di dire falsità e le accuse arrivano direttamente a lui” commenta Selena Candia. Alle sue parole hanno fatto eco quelle degli altri partiti del campo progressista. “Leggiamo in queste ore una situazione molto preoccupante, si tratta di una cosa abbastanza drammatica e i liguri meritano rispetto – ha aggiunto il capogruppo del Pd Armando Sanna -. Vedremo le risposte che arriveranno e quali saranno, è importante perché c’è un alone di preoccupazione sulla nostra regione, il lavoro che è stato fatto con la minoranza e adesso bisogna parlare di futuro”. Nelle scorse ore intanto, il portavoce del presidente Bucci, Federico Casabella, ha insinuato che la politica “di sinistra” era già a conoscenza di quanto sarebbe emerso sui giornali. “Noi non sappiamo niente, nessuno di noi ha detto nulla su questo, e nessuno era informato” hanno ribadito all’unisono i consiglieri della minoranza. Al momento, l’ipotesi concreta di richiedere le dimissioni del presidente Bucci, non è stata affrontata dall’opposizione, che però non le esclude. “Se le accuse saranno confermate dalla giustizia, non sarebbero nemmeno da chiedere le dimissioni, in un paese normale, purtroppo però viviamo in un paese così e giustamente non si possono chiedere – le parole del capogruppo del Movimento Cinque Stelle Stefano Giordano -. Siamo di fronte a un momento delicato e confuso, siamo molto preoccupati per i cittadini che subiscono un servizio scadente sul diritto alla salute”. Secondo il capogruppo della Lista Orlando Presidente, Gianni Pastorino, il presidente Bucci deve presentarsi in aula e riferire quanto è accaduto. “Non se la può cavare con una conferenza stampa, deve venire a confrontarsi su presunte cose che sono successe, perché è stato messo in discussione il rapporto di indipendenza e autonomia, e se avessero fatto pressioni è grave – ha rimarcato Gianni Pastorino -. O la politica spiega cosa è successo, o ci sono le risposte della giustizia. Le dimissioni si chiederanno dopo aver sentito da lui cosa è successo”. Il segretario regionale del Pd Davide Natale ha invece puntato il dito sul regole democratiche del confronto. “Siamo di fronte al fallimento di questa destra, ma quello che è successo è vergognoso, perché è stato fatto con risorse pubbliche, questo stride con la realtà delle cose, combatteremo fino in fondo questo modo di fare” ribadisce Davide Natale, che si riferisce all’utilizzo di soldi pubblici per il pagamento dello staff di comunicazione. Insomma, la querelle Bucci-Il Secolo XIX è solo all’inizio, dal punto di vista politico e istituzionale, e martedì prossimo l’aula del consiglio regionale potrebbe diventare un ring.

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Italia

La ricetta e i segreti dei canestrelletti di Torriglia in “Presa diretta”

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https://youtu.be/YkyOqMBuEhc?is=ZyPPeWVzfTJP2XAZ

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Tendenza