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Salis attacca ancora: “Prolungamento metro, moving walkway e funicolare opere definanziate”

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In consiglio comunale a Genova la sindaca Silvia Salis ha parlato, a sopresa, della situazione delle diverse opere previste in città e collegate con i finanziamenti previsti dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti. In questi giorni non sono mancate le stoccate sul tema risorse e rapporto Governo-Comune tra il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi e la sindaca di Genova che oggi è quindi tornata all’attacco.

Rixi: “Cara Silvia, il Governo non va contro la città ma le regole vanno rispettate”

La prima cittadina di Genova ha parlato di tre opere principali. Si tratta del prolungamento della metro a Canepari, del moving walkway che dovrebbe collegare l’aeroporto Cristoforo Colombo e la futura fermata della stazione ferroviaria Erzelli/Aeroporto, il terzo punto ha riguardato riguarda la funicoalre per gli Erzelli.

“Partiamo dall’opera che ci preoccupa di più, la prosecuzione della Metropolitana nella tratta Canepari-Rivarolo – spiega Salis -. Il progetto è in conferenza dei servizi, che in primavera potrebbe concludersi. La realizzazione della nuova tratta, però, entra in conflitto con il progetto dell’ultimo miglio ferroviario della Valpolcevera. Nel 2021 era stato fatto un protocollo di intesa tra Mit, Rfi e Comune di Genova per il finanziamento di opere ferroviarie per 50 milioni, necessarie a far convivere le due infrastrutture. In breve, il 9 gennaio scorso il ministero ha comunicato la cessazione dello Steering committee per la realizzazione dell’intervento perché non ha trovato i fondi. Così il rischio è che avremo il via libera alla realizzazione della prosecuzione della Metropolitana, ma non avremo lo spazio per realizzarla”.

Botta e risposta tra Rixi e Salis, Bucci: “Fondi dal Governo amico? Per Genova li ho presi da tutti i ministri”

La seconda opera riguarda il cosiddetto moving walkway per il collegamento tra la stazione ferroviaria e l’aeroporto. “Il costo del progetto è salito da 29 a 50 milioni nelle varie fasi progettuali e poi contenuto a 44 milioni dopo l’intervento dei tecnici comunali. Nel 2025 il ministero aveva già detto alla precedente giunta che i costi sarebbero stati troppo alti per quell’anno ma che le interlocuzioni sarebbero proseguite nel 2026. Invece, tra dicembre gennaio il Mit ha sciolto lo steering committee e ha negato la disponibilità a proseguire il finanziamento dell’opera. Il viceministro alle Infrastrutture dice di aver chiesto al Comune di finanziare la differenza. A parte che il Comune non può sostenere un costo così alto, va ricordato anche che l’opera sorge su territorio di proprietà demaniale, non comunale, e collega aeroporto a stazione” precisa Salis.

La terza opera attenzionata è la funicolare per gli Erzelli. “Il viceministro – spiega in aula la sindaca – ha detto che non c’è alcun progetto in attesa di parere, ma gli uffici comunali ci informano che il ministero ha in mano un’istanza di finanziamento della funicolare per 118 milioni dall’aprile dello scorso anno. Ma non sono più arrivate notizie”.

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Scontro Bucci-Secolo, le opposizioni: “Il presidente riferisca in aula”

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Il presunto dossieraggio dei giornalisti de Il Secolo XIX da parte del presidente della Liguria Marco Bucci e del suo staff (questa l’accusa del direttore Michele Brambilla ndr), è arrivata anche in consiglio regionale, con una conferenza stampa indetta dall’opposizione. I partiti del centrosinistra hanno preparato una lettera per il presidente dell’aula Balleari, con conseguente ordine del giorno, per chiedere delucidazioni su quanto sta emergendo in queste ore. L’appuntamento è stato fissato per martedì prossimo, 17 marzo.

Le considerazioni di Andrea Orlando

A prendere parte alla conferenza stampa in Regione tutti e quattro i partiti: Partito Democratico, Avs, Movimento Cinque Stelle e Lista Orlando Presidente. L’ex ministro della Giustizia è intervenuto da remoto, perché impegnato sul Referendum per il “no”. La richiesta è quella di “fare chiarezza” nel prossimo consiglio regionale. “La prima considerazione che mi sento di fare è che noi ci troviamo di fronte a un fatto grave che getta discredito sulle istituzioni della Liguria e ulteriore fango su queste istituzioni che erano già state infangate nel corso degli ultimi tre anni – ha commentato in video collegamento il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Orlando -. La seconda considerazione è che ci troviamo di fronte a un tentativo, perché questo mi sembra incontrovertibile, di condizionare un organo di stampa. C’erano già stati precedenti di rapporti non trasparenti tra la stampa e le istituzioni liguri ma questa vicenda prova in modo evidente un tentativo di condizionamento al quale la redazione del Secolo XIX, il direttore e crediamo anche l’editore, hanno resistito. La terza questione riguarda il rapporto di Bucci con la verità. Attenderemo la valutazione che si compirà di fronte al giudice ma se stiamo alle pagine del Secolo dobbiamo prendere atto che ieri nella conferenza stampa che si è tenuta in regione il presidente non ha detto la verità e questo è un problema naturalmente perché non essendo un passante, ma essendo un’autorità pubblica, questo dato si riverbera anche su tutta un’altra serie di vicende quando si dice o no la verità anche rispetto all’andamento di opere pubbliche, alle dimensioni del debito. Quindi in sostanza il rapporto di trasparenza nei confronti dei cittadini viene messo in questione. La quarta questione riguarda l’utilizzo delle risorse pubbliche perché può stare dentro l’attività di monitoraggio istituzionale un’attività di, la si voglia definire come si vuole, comunque di schedatura quotidiana della stampa locale a partire dal Secolo XIX non legata all’azione di carattere istituzionale ma a una campagna elettorale che si svolge in parallelo? Quindi i soldi dei contribuenti vengono utilizzati per monitorare la campagna elettorale per le elezioni del comune nel quale comunque il presidente Bucci non era coinvolto. La quinta ed ultima questione riguarda il tema generale del rapporto della destra ligure con la democrazia perché questa vicenda non si colloca nel vuoto, non è la prima. Questa vicenda si colloca dopo processi che hanno riguardato esponenti del centro-destra che riguardavano il modo in cui si raccolgono le risorse” ha aggiunto Orlando.

La posizione di tutti i partiti di minoranza

La capogruppo di Avs Selena Candia rimarca il rapporto “distorto” tra Bucci e la verità. “Non ci stupisce che sia accusato di mentire e sia accusato di distorcere la realtà perché lo vediamo tutti i giorni rispetto ai dati che ci presenta, da quelli dell’Istat sui giovani che se ne sono andati a quelli del buco della sanità, dove è stato smentito più volte, ci accusa di dire falsità e le accuse arrivano direttamente a lui” commenta Selena Candia. Alle sue parole hanno fatto eco quelle degli altri partiti del campo progressista. “Leggiamo in queste ore una situazione molto preoccupante, si tratta di una cosa abbastanza drammatica e i liguri meritano rispetto – ha aggiunto il capogruppo del Pd Armando Sanna -. Vedremo le risposte che arriveranno e quali saranno, è importante perché c’è un alone di preoccupazione sulla nostra regione, il lavoro che è stato fatto con la minoranza e adesso bisogna parlare di futuro”. Nelle scorse ore intanto, il portavoce del presidente Bucci, Federico Casabella, ha insinuato che la politica “di sinistra” era già a conoscenza di quanto sarebbe emerso sui giornali. “Noi non sappiamo niente, nessuno di noi ha detto nulla su questo, e nessuno era informato” hanno ribadito all’unisono i consiglieri della minoranza. Al momento, l’ipotesi concreta di richiedere le dimissioni del presidente Bucci, non è stata affrontata dall’opposizione, che però non le esclude. “Se le accuse saranno confermate dalla giustizia, non sarebbero nemmeno da chiedere le dimissioni, in un paese normale, purtroppo però viviamo in un paese così e giustamente non si possono chiedere – le parole del capogruppo del Movimento Cinque Stelle Stefano Giordano -. Siamo di fronte a un momento delicato e confuso, siamo molto preoccupati per i cittadini che subiscono un servizio scadente sul diritto alla salute”. Secondo il capogruppo della Lista Orlando Presidente, Gianni Pastorino, il presidente Bucci deve presentarsi in aula e riferire quanto è accaduto. “Non se la può cavare con una conferenza stampa, deve venire a confrontarsi su presunte cose che sono successe, perché è stato messo in discussione il rapporto di indipendenza e autonomia, e se avessero fatto pressioni è grave – ha rimarcato Gianni Pastorino -. O la politica spiega cosa è successo, o ci sono le risposte della giustizia. Le dimissioni si chiederanno dopo aver sentito da lui cosa è successo”. Il segretario regionale del Pd Davide Natale ha invece puntato il dito sul regole democratiche del confronto. “Siamo di fronte al fallimento di questa destra, ma quello che è successo è vergognoso, perché è stato fatto con risorse pubbliche, questo stride con la realtà delle cose, combatteremo fino in fondo questo modo di fare” ribadisce Davide Natale, che si riferisce all’utilizzo di soldi pubblici per il pagamento dello staff di comunicazione. Insomma, la querelle Bucci-Il Secolo XIX è solo all’inizio, dal punto di vista politico e istituzionale, e martedì prossimo l’aula del consiglio regionale potrebbe diventare un ring.

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La ricetta e i segreti dei canestrelletti di Torriglia in “Presa diretta”

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Tensioni Regione – Il Secolo XIX, Bucci: “Io non ho mentito”

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Dopo il caso scoppiato tra Regione Liguria e Il Secolo XIX il presidente Marco Bucci, a margine dell’evento “La minaccia cibernetica al settore sanitario” in programma al Porto Antico, è tornato sull’argomento e, rispondendo ai cronisti. ha confermato di non aver mentito. “No comment, quello che dovevo dire l’ho già detto ieri, quello che posso dire è che io non ho mentito” ha rimarcato il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, che non ha così controbattuto agli articoli apparsi oggi sul giornale del direttore, direttamente coinvolto, Michele Brambilla. Per la cronaca va detto che il direttore del quotidiano genovese, contattato da Primocanale nel pomeriggio di mercoledì, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Nel day after della conferenza stampa indetta dal presidente Bucci, a cui ha preso parte anche il portavoce Federico Casabella, la posizione della Regione è quella di evitare ulteriori botta e risposta con Il Secolo XIX e il suo direttore Brambilla. Nel frattempo nelle scorse ore la politica ligure è intervenuta a gamba tesa, da una parte e dall’altra. Il centrodestra compatto ha preso le difese del presidente ligure e del suo staff (da Fratelli d’Italia alla Lega passando per le liste civiche), mentre il centrosinistra ha chiesto invece di chiarire la vicenda, paventando anche le dimissioni. Insomma, si è aperta una battaglia politica e istituzionale. 

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