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Italia

Manutenzione Sopraelevata, la giunta stanzia 1,3 milioni di euro

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È arrivato il disco verde da parte della giunta Salis allo stanziamento di 1,3 milioni di euro per manutenere la Sopraelevata in due tratti della strada compresi delle pile 168 e 175 e quello relativo alle rampe sovrapposte in via D’Annunzio e corso Aurelio Saffi. La giunta, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante, ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica.

Sopraelevata di Genova, nel 2026 lavori per quasi quattro milioni di euro

La notizia già anticipata da Primocanale

La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi da Primocanale, durante un’intervista proprio all’assessore Ferrante, che aveva comunicato due fasi di interventi per un costo totale di circa 4 milioni di euro per la Sopraelevata di Genova. La Aldo Moro è stata oggetto di dibattito da tempo, a partire dalla campagna elettorale della scorsa primavera. L’avvio del cantiere del tunnel subportuale ha messo in discussione la sua utilità, considerando i lavori di manutenzione da fare, nonostante i genovesi abbiamo espresso il parere positivo sulla strada. Questi dubbi però vengono spazzati via, visto che l’anno prossimo verrà completamente rimessa in sesto. Anche perché la sua necessità è assoluta e indubbia e probabilmente lo sarà anche il giorno, chissà quando, che sarà pronto il tunnel subportuale. Perché per ora non esiste uno studio dei flussi ma avere un’alternativa al tunnel pare cosa logica.

Il via libera della giunta

“Si tratta di lavori fondamentali, di ripristino conservativo e rinforzo strutturale, finalizzati a recuperare le originarie condizioni degli elementi strutturali degradati della Sopraelevata – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante -. La sicurezza delle infrastrutture e dei cittadini genovesi è fin dall’inizio una priorità della nostra amministrazione che, con questo importante stanziamento di 1,3 milioni, approvato ad agosto dal consiglio comunale e inserito nel Piano triennale dei lavori pubblici, vuole tutelare lo stato conservativo di un’arteria fondamentale per il traffico cittadino come la Sopraelevata”.

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Italia

Termovalorizzatore, c’è lo stop di Avs: “Non lo appoggeremo mai”

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Tra le partite più scottanti e complicate del 2026 vi è, certamente, quella relativa alla chiusura del ciclo dei rifiuti e alla realizzazione del termovalorizzatore in Liguria. Nel frattempo, è notizia di queste ore che il comune di Genova abbia chiesto tempo alla Regione per quanto riguarda l’avviso esplorativo finalizzato alla ricerca di operatori interessati alla realizzazione di un impianto terminale per la gestione dei rifiuti.

Termovalorizzatore, il Comune di Genova chiede tempo alla Regione

Primi incontri con il nuovo cda di Amiu

Si è tenuto un incontro tra la sindaca Silvia Salis e il cda di Amiu: l’azienda, come anticipato nei giorni scorsi da Primocanale, ha inviato una lettera per segnalare alcune criticità, tra cui quella relativa ai tempi attualmente previsti dall’avviso e ritenuti troppo stretti per consentire un’eventuale partecipazione. La riserva, al momento, non è stata sciolta da Salis e dalla giunta comunale, ma tra le ipotesi, resta sullo sfondo, il polo di Scarpino o della Val Bormida. La partita non è solo gestionale, ma anche politica, perché sul termovalorizzatore ci sono diversi “no” tranchant da parte dei partiti del campo progressista. Sono infatti contro, senza possibilità di trattare, Avs e Movimento Cinque Stelle, oltre ad alcuni esponenti della lista civica Salis Sindaca e del Partito Democratico, tra detrattori e alcuni fautori. Insomma, numero alla mano, se si andasse alla conta, non sarebbe facile per la prima cittadina avere l’appoggio della sua eterogenea coalizione. Certi invece, tatticismi politici a parte, sarebbero alcuni voti del centrodestra, da sempre favorevoli all’inceneritore. A renderlo pubblico, nei mesi scorsi, il capogruppo di Vince Genova ed ex vicesindaco Pietro Piciocchi.

Termovalorizzatore, Amiu pronta alle osservazioni sul bando. Il Comune di Genova apre all’ipotesi Scarpino

Le ipotesi di Verdi e Sinistra: le alternative

Il partito di Bonelli e Fratoianni si è detto da subito contrario, portando avanti una battaglia anche a livello nazionale. La proposta di Avs infatti, è relativa alla costruzione di un biodigestore e di un impianto per il trattamento meccanico e biologico Tmb. “Con questi impianti si potrebbero recuperare plastica e metalli, mentre la parte biologica potrebbe contribuire a produrre biometano e creare un’economia circolare – spiega a Primocanale la capogruppo di Avs Selena Candia -. Il termovalorizzatore non è necessario neanche economicamente per la Liguria, una regione piccola. La massa si riduce del 70% e richiede comunque la presenza di una discarica, con gli impianti intermedi si riducono del 60% e poi si recuperano in altri modi”. Secondo Alleanza Verdi Sinistra l’economia circolare va in quest’ottica, per riuscire a generale mercato e nuova industria. “La nostra regione ha tanto bisogno di posti di lavoro qualificati e nuove filiere, noi potremmo investire su questo, come l’Emilia Romagna, perché anche in futuro può essere un settore in crescita, siamo un paese senza materie prime – incalza Selena Candia -. Noi altresì crediamo che insieme agli impianti intermedi, si debba affiancare un aumento significativo della raccolta differenziata, Savona per esempio è passata dal 50% al 70%. La nostra è una regione stretta e lunga ed è fondamentale fare accordi con altre regioni, a Spezia si andrebbe comunque sempre a Parma o in Toscana, non di certo a Scarpino o in Val Bormida”.

Avs non apre all’ipotesi

Avs si è già politicamente espressa e non ha intenzione di tornare indietro: “Noi non cambiamo idea su questo, il nostro obiettivo è dare valore ad Amiu, al riciclaggio avanzato – ha commentato Candia -. La posizione di Avs nazionale è quella di non dare più autorizzazioni a nuovi termovalorizzatori”. Nel programma stilato prima delle elezioni dello scorso maggio, Avs e gli altri partiti di centrosinistra, non avevano inserito il termovalorizzatore. A puntare il dito sulla sua realizzazione anche le tempistiche. “L’impianto verrebbe avviato tra sette anni, non avrebbe senso iniziare un lavoro con così lungo, per gli impianti intermedi invece i tempi di realizzazione sarebbero tra l’anno e l’anno e mezzo – conclude la capogruppo di Avs -. Ribadiamo la nostra contrarietà, ma allo stesso tempo stiamo dando altre idee, lo facciamo sia a livello nazionale che locale”. 

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Italia

È morto a 88 anni Danilo Oliva, sindacalista e volto storico del Cap

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Addio a Danilo Oliva, storica anima del Cap e sindacalista di lungo corso. Oliva aveva 88 anni, si è spento la notte scorsa. È stato da sempre impegnato nelle battaglie per il lavoro e i diritti, ha gestito per tantissimi anni la sala Cap, la sua presenza all’ingresso era un punto di riferimento per tutti quelli che la frequentavano. Era entrato nel Cap alla tenera età di nove anni.

Chi era Danilo Oliva

Danilo Oliva è stata una figura di spicco del mondo del lavoro portuale e punto di riferimento per tante battaglie civili sui diritti e per la difesa dei principi costituzionali. “Camera del lavoro, Filt Cgil e Spi Cgil esprimono il proprio cordoglio ai soci del Circolo Autorità Portuale, realtà associativa pensata e fortemente voluta e sostenuta da Oliva che per molti anni ne è stato animatore e Presidente” si legge nella nota della Camera del Lavoro.

Il ricordo della Cgil

Oliva era nato a Genova il 2 luglio del 1937. Nato in una famiglia di portuali, i suoi nonni erano uno gruista e l’altro “carbunin”, il padre gruista a sua volta sugli elevatori che scaricavano le rinfuse. Da consortile Oliva si impegna sin da subito nel sindacato e il primo maggio del 1973 viene distaccato a tempo pieno nella Filp, Federazione dei lavoratori portuali della quale sarà poi l’ultimo Segretario Generale prima dello scioglimento nell’attuale Filt Cgil Federazione italiana lavoratori trasporti. Protagonista della trasformazione del Consorzio Autonomo in Autorità Portuale e della nascita della Società di sistema portuale, il Circolo nacque proprio con l’idea di mettere insieme tutti i dipendenti delle società di sistema e successivamente dei terminal, nell’idea di Oliva di unire tutti i lavoratori portuali. “Oliva è stato un compagno di lotte sindacali e una figura di spicco del mondo del lavoro portuale, riconosciuto da aziende, istituzioni e politica come riferimento delle questioni portuali. Le battaglie condotte da sindacalista e da Presidente del Circolo fanno parte della storia della città. La passione nella difesa dei diritti lo ha accompagnato per tutta la vita e in tutte le sue attività e oggi Genova ha perso una voce critica e autorevole” si legge nella nota della Cgil.

“Genova più vuota” per il Pd

Cordoglio e vicinanza è stata espressa anche dal Partito Democratico che parla di vuoto che sarà impossibile da colmare, non solo per l’umanità e l’intelligenza con cui ha vissuto ogni fase della sua lunga militanza sociale e politica, ma anche per la generosità con cui ha saputo tenere insieme generazioni diverse e accogliere sempre nuovi voci. “Il Partito Democratico della Liguria e il Gruppo del Pd in Regione esprime profondo cordoglio e sincera commozione per la scomparsa di Danilo Oliva. Oggi Genova è più povera. Anima del circolo Cap, Oliva è stato camallo, sindacalista e si è sempre impegnato con passione per difendere i diritti dei lavoratori e mantenere vivo uno spazio che è diventato sempre più un luogo di incontro e di pluralità. Ha saputo tenere insieme memoria e impegno sociale incarnando solidarietà e responsabilità collettiva. Come PD ci uniamo al dolore della famiglia e di quanti lo hanno conosciuto e stimato, ricordando il suo impegno. La sua eredità resterà viva in chi lo ha conosciuto e ha condiviso con lui quei valori fondanti della democrazia e del lavoro” si legge nella nota del Partito Democratico.

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Italia

Assessori giunta, Bucci annuncia: “L’annuncio tra il 18 e il 19 gennaio”

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La politica è andata – anche se per poco – in vacanza, tra una fetta di panettone e un brindisi, ma è pronta a ripartire a pieno regime dalla prossima settimana. I primi appuntamenti sono fissati per martedì 13 gennaio, con i due consigli, regionale e comunale. Si torna quindi in aula, in via Fieschi e in via Garibaldi. Sono diverse le partite aperte, da quella relativa agli assessori della giunta del presidente ligure Marco Bucci, alla situazione legata ad Amt e Amiu, in primis. Sul fronte regionale, dopo il disco verde alla nuova riforma sanitaria, i fari sono puntati sui passaggi amministrativi, che traguarderanno i prossimi mesi, prima di vedere la riforma della sanità ligure operativa. A catalizzare l’attenzione la nomina dei due nuovi assessori regionali di centrodestra, che dovrebbe – salvo colpi di scena dell’ultimo momento – vedere la conferma del leghista Alessio Piana allo Sviluppo economico e della tecnica, vicina ai forzisti, Claudia Morich al Bilancio, con Alessandro Bozzano in quota Vince Liguria-Noi Moderati pronto a prendersi la delega alle Politiche culturali. Proprio alla ripresa dei lavori, il presidente Bucci, intervenuto a margine di un evento, ha specificato i tempi per la nomina. “Ho fatto parecchi incontri, le cose stanno andando bene, ci aspettiamo le nomine, sapete che devo aspettare venti giorni per la pubblicazione e quindi verso il 18 o 19 gennaio, dovranno scadere i giorni e penso che a quel punto saremo pronti per dare tutte le informazioni” ha spiegato Marco Bucci. Tornando indietro di qualche settimana, “sulla carta” la sfida interna alla maggioranza doveva chiudersi entro la fine del 2025, ma alcune frizioni soprattutto in Forza Italia, hanno rallentato la pratica, per evitare di rendere indigesta la fine dell’anno.

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