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“Liguria chiama Roma risponde”: le risposte di Cavo, Basso e Pirondini (sesta puntata)

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Sindaca Ricci sfiduciata, rottura insanabile con Forza Italia: a Rapallo si torna al voto

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Dopo una notte di trattative, della miglior tradizione della Prima Repubblica, a Rapallo si è consumata la “caduta” della sindaca Elisabetta Ricci. Dopo lo strappo di martedì scorso con Forza Italia, Carlo Bagnasco nella notte tigullina ha convocato i suoi, ma anche i consiglieri di maggioranza e opposizione, per raccogliere le firme che servono a sfiduciare il primo cittadino.

Cosa è successo

Tutto è nato dopo la rimozione di Eugenio Brasey dalla giunta, deciso – fanno sapere dai vertici di Forza Italia – direttamente da Elisabetta Ricci. Non solo Brasay, fuori dalla giunta, ma anche Filippo Lasinio, sfiduciato dalla sua sindaca. Una decisione che ha fatto inalberare Bagnasco (anche se i due pare che non si siano sentiti ndr), che ha chiamato a raccolta assessori e consiglieri forzisti, riprendendo in mano le redini della politica rapallina.

La posizione di Carlo Bagnasco

Raggiunto telefonicamente, Carlo Bagnasco, ex sindaco di Rapallo e coordinatore regionale di Forza Italia, ha ribadito la coerenza e la serietà del suo partito, che non ha mai tradito la giunta Ricci. “Forza Italia ha votato il 100% delle pratiche, non si è mai astenuta e ha sempre votato a favore di questa amministrazione, di certo noi non volevamo andare al voto ma non potevamo fare diversamente” ha aggiunto Bagnasco. Ultimo, tra gli strappi, solo in ordine di tempo, il voto “di colore” della proposta di portare la pista da sci a Rapallo, a San Massimo. Una proposta votata, ma non convintamente.

Unità d’intenti tra Forza Italia e il resto dei consiglieri

Sono nove in tutto i consiglieri che hanno firmato la sfiducia nei confronti di Elisabetta Ricci. Il prossimo step sarà l’appuntamento con il consiglio comunale, che dovrà essere convocato entro il 5 marzo. Nei prossimi giorni partirà il commissariamento del Comune, che durerà pochi mesi, successivamente Rapallo tornerà alle urne. Nel frattempo assisteremo a un'”amministrazione di larghe intese” che traghetterà la giunta fino a nuove elezioni. Insomma, una sorta di coalizione allargata che comprende i partiti di centrodestra, i civici vicini al centrosinistra, a esclusione dei consiglieri Campodonico e Mustorgi.

Una giunta nata già in salita

La politica è fatta anche di ricostruzioni, di compromessi, nonostante le perplessità iniziali. L’excursus politico di Elisabetta Ricci non è stato semplice, partito con qualche intoppo nel motore, è poi decollato, fino ad arenarsi proprio su quella Forza Italia che gli aveva dato voti e sostegno. Carlo Bagnasco, ex sindaco con il 78% dei voti, è pronto a riprendere in mano la situazione ma non a candidarsi. Il prossimo passo sarà ricucire una coalizione già salda, con Lega e Fratelli d’Italia. Da quello che si apprende, si ripartirà da lì.

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Amt, Piciocchi: “Dalla sindaca solo frasi ad effetto per generare allarmismo”

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Le parole pronunciate oggi a Tursi dal sindaco di Genova Silvia Salis (Oltre ai 15 milioni che abbiamo già accantonato, ne dovremo accantonare altri 25, per un totale di 40 milioni che bloccano di fatto tutta la spese corrente del Comune e quindi anche la nostra facoltà di erogare servizi necessari per la città) hanno immediatamente provocato la reazione dell’opposizione.
“Manifestiamo la più viva preoccupazione per le dichiarazioni pronunciate dalla Sindaca di Genova Silvia Salis – le parole del consigliere Pietro Piciocchi – in merito all’annunciata necessità di accantonare oltre 40 milioni di euro nel bilancio comunale per coprire la perdita di AMT relativa all’anno 2024, con il conseguente rischio di paralisi della spesa corrente dell’Ente. Di fronte a parole di tale portata, sorgono spontanee alcune domande che meritano risposte immediate e puntuali: quali servizi verranno tagliati? Cosa devono aspettarsi concretamente i cittadini genovesi? Ancora una volta assistiamo alla consueta tecnica delle frasi ad effetto, utili solo a demonizzare l’avversario politico, anche a costo di generare allarmismo e preoccupazione tra la popolazione. Evidentemente, per questa amministrazione, i cittadini non rappresentano una priorità”.

E poi ancora:  “Il gruppo Vince Genova in Consiglio Comunale ha immediatamente richiesto la convocazione di una Commissione consiliare dedicata ai presunti tagli annunciati perché i genovesi hanno diritto di sapere, al netto della propaganda, quale sarà il reale impatto di queste affermazioni sulla loro vita quotidiana. Non è bastato, nei primi mesi di governo della sinistra, l’aumento di ogni possibile tassa: ora si tenta di costruire l’alibi perfetto per ridurre i servizi essenziali, scaricando su altri le responsabilità di scelte che sono esclusivamente di questa amministrazione.
Su questo punto sia chiaro che se l’obiettivo è quello di attribuire ad altri le conseguenze delle proprie decisioni, la Sindaca non coglie affatto nel segno.
In questo clima di confusione e approssimazione, senza voler apparire presuntuosi, una certezza la abbiamo: il centrodestra alla guida della città non avrebbe mai portato l’azienda nella situazione attuale.
In questi mesi sono state fatte scelte precise sulla gestione di AMT e le conseguenze di queste scelte oggi ricadono sul bilancio comunale. Le difficoltà delle partecipate sono sempre state affrontate, gestite e risolte senza scaricare il peso sulle spalle dei cittadini genovesi”.

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Tapis roulant Erzelli saltato, Bucci: “Preoccupato per tutti i progetti cancellati”

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“Sono veramente preoccupato. Perché tutti i progetti di Genova vengono eliminati. E’ una decisione del Comune, non del Mit. Perché il Comune aveva un progetto per una certa cifra. Che io avevo visto, avevo approvato e che va bene. Poi se loro da questa cifra vogliono passare a un’altra cifra… Colpa dei progettisti? coi progettisti ci si mette d’accordo. Il quadro economico si fa così. Io l’ho fatto centomila volte. Il Comune doveva fare il suo lavoro”. Lo ha detto il governatore Marco Bucci al termine del consiglio regionale odierno commentando la decisione del Comune di Genova di rinunciare, per i costi aumentati da 29 milioni a 44 milioni di euro, al tapis roulant che avrebbe collegato l’aeroporto con la stazione degli Erzelli.

“Poi non ho i dettagli per cui non critico nessuno. Dico soltanto che quando si fa un progetto per una certa cifra poi bisogna farlo.
So solo che quando c’eravamo noi era 29, e secondo me bisogna andare avanti con 29 – ha concluso -. A meno che non ci sia un discorso di materie prime. Allora le materie prime possono essere assolutamente negoziate con il ministero. E’ così che si lavora”.

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