Connect with us

Italia

Le priorità della Spezia per il 2026: parla il sindaco Pierluigi Peracchini

Published

on

https://youtube.com/watch?v=v_gqbKrUC4k%3Fsi%3DjqmdcRWMvwJwPR-B

Tempo di bilanci sull’anno appena passato per la provincia della Spezia, a Primocanale il sindaco e presidente della Provincia Pierlugi Perarcchini tira le somme sul 2025.

Com’è stato il 2025 per la provincia della Spezia?

“E’ stato un anno di grandi eventi con grandi risultati – analizza il primo cittadino della Spezia -. Partiamo da due dati: il fattore economico e la demografia. Abbiamo raggiunto il 69% di tasso di occupazione e il 5% di disoccupazione. E poi siamo la 24esima città in Italia per Pil Pro Capite, quindi una città che è cambiata e che non ha avuto un calo demografico questo perché abbiamo avuto tantissime persone che sono scelto di abitare. Secondo le analisi demografiche alla Spezia muoiono ancora il doppio delle persone di quelle che nascono, siamo a circa 1.400-1.700, ma hanno scelto di abitare in città veramente tante persone: siamo oltre 93.000 abitanti a cui vanno aggiunti altri 6.500 che vivono domiciliati alla Spezia, quindi una cittadina che con i suoi 100 mila abitanti è internazionale, consideriamo anche ci ci sono circa 20mila stranieri. E poi abbiamo dei dati economici in crescita, è chiaro che i 100 anni del Palio del Golfo ci hanno permesso di portare in città le Frecce Tricolore, di realizzare il Simon Boccanegra ai piedi dell’Amerigo Vespucci con una rappresentazione bellissima. Una città che vuole lavorare, vuole crescere e anche divertirsi e questo a noi ci fa veramente piacere”.

Una città che cresce e ha bisogno di spazi e mano d’opera

“Innanzitutto siamo riusciti a chiudere la centrale a carbone dell’Enel. Proprio con l’Enel abbiamo un dialogo costante, ha già fatto due investimenti. Il primo è finito: il BES1 che praticamente è un sistema di batterie che accumulano energia che poi viene ceduta l’energia quando c’è richiesta sul mercato – spiega Peracchini -. Ora sta partendo il BES2, si tratta di un investimento di oltre 250 milioni di euro, ci sono delle interlocuzioni con imprese che sicuramente faranno investimenti in quell’area. Il carbonile 1 e il carbonile 2 sono disponibili. La parte dove c’erano le vecchie cisterne del petrolio che accendeva la centrale è stata completamente demolita. Poi c’è il corpo della vecchia centrale. Lì c’è un tema di demolizione della vecchia centrale, come per esempio abbiamo richiesto per il molo Enel che è stato restituito alla Portualità e poi ci sarà un tema di bonifica. Nel frattempo è chiaro che noi siamo molto attenti e abbiamo un dialogo costante, vediamo quale tipo di panificazione mettere in campo per dare risposte immediate al sistema economico”.

Nel frattempo sta andando avanti la demolizione della ciminiera

“La demolizione della ciminiera interna si è conclusa proprio in questi giorni – racconta il primo cittadino dela Spezia -, fra poche settimane vedremo anche quella esterna e piano piano scomparirà il vecchio simbolo di questa ciminiera che ha creato comunque tanta pressione e sofferenza. Per quanto riguarda l’area P invece abbiamo, con i soldi del PNRR, iniziato la bonifica dopo tanti anni, voi sapete che da oltre 50 anni la centrale è chiusa, è stato fatto un primo intervento di bonifica, ora stiamo portando avanti quello decisivo: questo permetterà al Comune di avere circa 15 mila metri quadrati di spazi, la bonifica sarà conclusa a marzo e ci sarà una compartecipazione di Eni, e quindi contiamo entro la fine del mio mandato di avere un’area da restituire a eventuali investitori. Poi abbiamo il tema del waterfront, ci sono dei gruppi interessati e stiamo aspettando la data di liberazione dai container di quella zona, abbiamo iniziato con i primi 5 mila metri due anni fa, ora bisogna avere una data certa per poter dire agli investitori quando sarà liberata l’area”.

Leggi tutto…

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]
Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Italia

All’assessore Giampedrone la delega per la fase B della Diga: lascia quella all’Ambiente

Published

on

By

Il presidente della Regione Liguria e Commissario Straordinario per la nuova Diga Foranea di Genova Marco Bucci ha assegnato all’assessore alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone la delega per svolgere le funzioni di coordinamento e impulso per la realizzazione della Fase B dell’opera, di cui Regione Liguria è soggetto attuatore e stazione appaltante. 

Lo prevede la delibera di Giunta approvata oggi, in cui si evidenzia come il nuovo incarico a Giampedrone sia stato conferito in ragione della delega alle Infrastrutture, esercitata per il terzo mandato consecutivo. Spetterà a Giampedrone la stipula del contratto con l’operatore economico aggiudicatario della gara, avvalendosi delle Direzioni generali competenti in materia di infrastrutture e di stazione unica appaltante regionale.

“E’ con grande orgoglio e senso di responsabilità che ho accettato questo incarico da parte del presidente Bucci – dichiara Giampedrone – che voglio ringraziare per l’ennesima dimostrazione di fiducia nei confronti del mio operato. L’opera di cui parliamo è destinata a proiettare sempre di più il capoluogo ligure verso il futuro. La nuova Diga è strategica non solo per la Liguria ma anche per il Paese, riconosciuta a livello nazionale tra le dieci opere pubbliche di particolare complessità e rilevante impatto: da questa infrastruttura portuale dipende il futuro sviluppo dei traffici del porto di Genova verso il nord ovest e l’Europa”.

Cambia l’assessore all’Ambiente

Nel contempo, Giampedrone lascia la delega all’Ambiente e alla Tutela del Territorio, che gli era stata assegnata durante il primo mandato della Giunta Toti: “Un atto che abbiamo ritenuto fosse dovuto e indispensabile” – ha concluso Giampedrone – “per evitare ogni possibile forma di incompatibilità futura con questo nuovo incarico”.

La delega all’Ambiente e alla Tutela del Territorio, secondo voci di corridoio, dovrebbe essere assegnata all’assessore Paolo Ripamonti, che detiene già fra le altre quelle a Sicurezze ed Energia.

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]
Continue Reading

Italia

Sondaggio Tecné su aumento tasse, Cavo: “I genovesi bocciano Salis”

Published

on

By

Proseguono i sondaggi di Primocanale, commissionati a Tecné, sui temi principali legati al Comune di Genova. La domanda, rivolta ai genovesi, riguarda l’aumento delle tasse attuato da Palazzo Tursi. “Poteva risparmiare su altre cose, ma non aumentare tutte le tasse” è quello che pensa il 76% dei cittadini che comprende quindi elettori di centrodestra ma anche molti vicini a Salis. E solo il 21% la giustifica sostenendo che “deve ripianare i debiti fatti dalle giunte passate”. Solo il 3% non risponde.

Non si è fatta attendere il commento della deputata ligure, presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo in consiglio comunale di Nm-Orgoglio Genova Ilaria Cavo: “I genovesi bocciano senza mezze misure l’incapacità di risolvere i problemi senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini”. Secondo Ilaria Cavo il sondaggio Tecnè non lascia spazio alle interpretazioni: “Silvia Salis ha deluso anche una larga parte di chi l’ha votata. È rimasto solo un genovese su cinque a credere alla sua narrazione secondo cui la colpa è sempre della giunta precedente” ha commentato.

“Abbiamo contrastato duramente l’aumento dell’Imu, poi tolto ma compensato dall’aumento dell’Irpef, l’eliminazione della gratuità per i mezzi pubblici, l’aumento dei biglietti dei musei, l’introduzione della tassa sugli imbarchi. Lo abbiamo fatto in aula consiliare, sui mezzi di comunicazione, insieme a tutta l’opposizione. Ora il 76 per cento dei genovesi dice no alla scelta di aumentare il prelievo fiscale come unica strategia amministrativa. Dopo otto anni in cui la giunta di centrodestra aveva dimostrato di garantire i servizi e anche interventi straordinari senza toccare il portafoglio dei genovesi, i primi mesi di giunta Salis mostrano con incontestabile nettezza la differenza di proposta politica. Si è purtroppo avverato quello che abbiamo sempre detto: dietro l’apparenza, le interviste patinate, la parvenza di novità, si nasconde la più vecchia e tradizionale sinistra che impone tasse senza garantire servizi. Ci auguriamo che prendere atto dello scontento dei genovesi porti l’amministrazione nel prossimo futuro a trovare soluzioni alternative rispetto alle scelte fatte con le delibere di fine anno” ha chiosato Cavo.

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]
Continue Reading

Italia

Sondaggio tasse: 76% dei genovesi boccia gli aumenti della giunta Salis

Published

on

By

“Poteva risparmiare su altre cose, ma non aumentare tutte le tasse” e’ quello che pensano il 76% dei cittadini che comprendono quindi elettori di centro destra ma molto proprio della Salis. E solo il 21% la giustifica sostenendo che “deve ripianare i debiti fatti dalle giunte passate”
Solo il 3% non risponde.

QUI TUTTI I RISULTATI DEI SONDAGGI TECNE’ 

Su questa domanda del sondaggio Tecne’ / Primocanale si evidenzia una vera epropria debacle per la neo sindaca del centrosinistra; e’ un risultato che condanna nettamente la politica fiscale della giunta guidata da Silvia Salis, un vero e proprio malcontento rispetto alle recenti scelte su imposte locali e tariffe.

Il tema delle tasse sulla casa ha sicuramente influito nelle risposte. Sul fronte Imu, l’amministrazione ha riportato l’aliquota sugli immobili locati a canone concordato dall’1,06% allo 0,78%, un livello già applicato in passato. È stata inoltre introdotta l’esenzione per le abitazioni principali dichiarate inagibili, misura che riguarda però una platea limitata di contribuenti.

impattante anche la rimodulazione dell’addizionale comunale Irpef. L’aliquota sale all’1,2% per tutti i redditi superiori ai 15.000 euro, mentre viene estesa l’esenzione totale dal versamento ai redditi fino a questa soglia (prima fissata a 14.000 euro). In termini pratici, chi dichiara fino a 15.000 euro annui non pagherà l’addizionale, con un risparmio che può arrivare fino a 145 euro l’anno.

Per tutti gli altri contribuenti, però, l’effetto è opposto: chi supera i 15.000 euro di reddito dovrà fare i conti con un incremento d’imposta compreso tra 30 e 78 euro annui, a seconda della fascia reddituale.

Nel giudizio complessivo degli elettori probabilmente pesa anche un altro provvedimento: l’abolizione della gratuità dei mezzi pubblici, che aveva rappresentato uno degli elementi più apprezzati delle politiche precedenti in tema di mobilità e sostegno al reddito.

Il sondaggio Primocanale/Tecné in questo caso consegna un’immagine molto contraria e rafforzata dal fatto che i cittadini ritengono che anziché aumentare le tasse avrebbe potuto risparmiare su altre cose; questo si aspettavano anche i suoi elettori. Una netta maggioranza di cittadini coneice che guarda con preoccupazione all’aumento della pressione fiscale e alla riduzione delle agevolazioni in un contesto economico già segnato dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita. Un segnale politico chiaro per Palazzo Tursi chiamato ora a misurarsi con il consenso reale.

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]
Continue Reading

Tendenza

Via Molino delle Armi, 49, 20123 Milano MI. Copyright © 2017-2024 giorno24.it