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Gronda, Paita: “Sono favorevole, ma Rossi ha ragione: urgono aree buffer”

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La senatrice di Italia Viva Raffaella Paita interviene nel dibattito aperto da Primocanale sulla Gronda di Genova, un’opera di cui si parla da troppi anni e che appare sempre più difficile da realizzare. (LEGGI QUI)

Sono lieta di partecipare al dibattito sulla Gronda “Ancora qualcuno ci crede?” aperto da Primocanale.  Condivido con chi mi ha preceduto lo stupore per le dichiarazioni del viceministro Rixi, che sostanzialmente mi danno ragione su quanto sostengo da anni in merito alla vicenda Gronda. Quando un anno fa denunciavo la mancata chiarezza a fronte dell’ennesima finta inaugurazione, mi risposero che gufavo, che ero contro la realizzazione dell’opera. Accuse ingiuste dal momento che ho sempre creduto e lavorato per quest’opera.
A differenza però del senatore Rossi però continuo a credere che la Gronda sia un’opera essenziale per il nostro territorio.
Su una cosa però sono d’accordo con Rossi: procedere velocemente alla realizzazione delle aree Buffer indispensabili per alleggerire il traffico sulla nostra rete autostradale.
Ormai da tempo il nostro Paese ha smesso di pensare alla propria economia anche in relazione allo sviluppo infrastrutturale. Questo governo dimostra ogni giorno di più una debolezza di ragionamento, di visione, in tutti gli ambiti: sul piano autostradale abbiamo in piedi società che sono solo parzialmente in grado di finanziare e di potenziare la manutenzione e la realizzazione di nuove opere, perché non hanno capacità di indebitamento, e perché sono bloccate per ragioni di liquidità; sul piano delle ferrovie, una mancata riorganizzazione sta determinando addirittura un collasso del sistema ferroviario. I disagi e i guasti della rete derivano dal fatto che la nostra è una rete sovraccarica di treni, in una infrastruttura che andrebbe potenziata e aggiornata. Debolezza anche nell’attuazione del Pnrr parte infrastrutturale va più a rilento

Ci vuole visione e un progetto di riforma che questo governo e il ministro Salvini non hanno. Basti pensare che l’attuazione della parte infrastrutturale del PNRR è quella che va più a rilento.

La Gronda rappresenta un esempio eclatante di questo contesto: dopo anni e anni in cui se ne parla in tutte le salse, adesso viene fuori che non c’è un euro. Il bilancio dello stato può mettere risorse per la Gronda e si possono immaginare anche altre possibilità (Ammortamento su concessioni piu lunghe, su durata totale dell’opera) .
Lo stesso vale per le varie opere accessorie sulle quali ho lavorato, come il tunnel della Val Fontana Buona, sul qualche anche in questo caso non ci sono assolutamente certezze.

L’unica cosa certa è che si deve fare presto ed evitare di dividere l’Italia in due: da un lato una raggiunta dall’alta velocità e dalle infrastrutture, dall’altro una che arretra, con la Liguria purtroppo nella parte esclusa. Il governo parli chiaro e ci dica cosa intende fare: finora hanno solo raccontato bugie ed inaugurato cantieri che in realtà non c’erano”.

 

 

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