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“Grasso e Sancho Panza”: Sanna denuncia Bucci per body shaming dopo la stoccata in conferenza

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Don Chisciotte e Sancho Panza, alias Marco Bucci e Armando Sanna. Il siparietto italo-spagnolo che ha visto protagonisti il presidente ligure e il capogruppo del Pd si è concluso con l’accusa di body shaming nei confronti dell’ex sindaco di Sant’Olcese.

Il botta e risposta a distanza

“Se quanto leggiamo sui giornali sarà confermato saremo di fronte non a una scelta amministrativa, ma a una scelta esclusivamente politica che di fatto certifica la trasformazione di Bucci da candidato civico, il cavalier Cervantes che non si fa dettare la linea da nessuno, a semplice esecutore delle decisioni dei partiti” commentava a poche ore alla nomina della nuova squadra di Marco Bucci, il consigliere regionale dem Armando Sanna. Alle sue parole, ha risposto piccato, con sarcasmo e ironia, il presidente Marco Bucci. “L’opposizione dice che sono Miguel de Cervantes (l’autore del romanzo ndr), infatti mi è sempre piaciuto fare il Don Chisciotte, con il vento me la cavo bene – le parole del presidente nel post conferenza durante l’intervista con i giornalisti -. Chi è Sancho Panza? Direi che chi ha fatto la nota del Pd ha più pancia di me, perché io sono dimagrito invece quell’altro lì ha più pancia di me”.

“Se io sono Don Chisciotte, lui è Sancho Panza”, la battuta di Bucci in conferenza

L’accusa di body shaming

Nel day after di un botta e risposta a distanza, il capogruppo del Partito Democratico Armando Sanna affida ai suoi social la contro risposta alle parole del presidente della Liguria. “Bucci mi ha detto che sono grasso. Sì, avete capito bene!” l’incipit del post su Facebook di Sanna. “Il presidente della Regione alla mia più che legittima critica politica sulla sua nuova giunta, che avevo definito donchisciottesca, non ha risposto nel merito ma ha preferito dire in conferenza stampa davanti a decine di persone e giornalisti che sono Sancho Panza ‘visti i chili che ha preso’ – prosegue Armando Sanna -. Questo non è confronto politico. È body shaming. Ed è grave che arrivi da un presidente che dovrebbe rappresentare le istituzioni e dare per primo l’esempio, non abbassare il livello del dibattito pubblico. Quando mancano gli argomenti, arrivano gli insulti”. Insomma, dalla battuta all’accusa di body shaming, il passo è veloce. Poi l’annuncio di proseguire con le critiche sul merito. “Io però continuerò a fare opposizione sui contenuti, sulle scelte e sulla visione. Attendo delle scuse. E una risposta seria nel merito delle questioni politiche. Quanto a me: potrò avere qualche chilo in più, ma agli insulti rispondo sempre con un sorriso”.

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Consigliere Kaabour: “Fuori Israele dalle Olimpiadi”. La reazione della Lega: “Salis e il Pd dicano da che parte stanno”

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Polemiche dopo una storia Istagram condivisa dal consigliere del Partito democratico in Comune a Genova SiMohamed Kaabour. Nell’immagine la scritta: “Fuori Israele dalle Olimpiadi”. Un riferimento legato alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e la presenza degli atleti di Israele che prenderanno parte alla manifestazione e agli attacchi subiti, a opera di Israele, dai Palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza. Immediate scattano le polemiche. Nel mentre in consigliere del Pd cancella la storia dal suo social.

Ma i rappresentanti della Lega in Comune chiedono spiegazioni direttamente alla sindaca di Genova Silvia Salis e al partito di Kaabour: “La condivisione di messaggi come ‘Fuori Israele dalle Olimpiadi’ da parte del consigliere Kaabour, che ha la delega alle Relazioni Internazionali del Comune di Genova, è un gesto grave, ideologico e incompatibile con il ruolo istituzionale che ricopre. Le Olimpiadi, che partono proprio oggi, uniscono i popoli, non li dividono. Chi rappresenta le istituzioni deve garantire equilibrio, prudenza e responsabilità, non alimentare boicottaggi e contrapposizioni su temi così delicati. Chiediamo chiarimenti immediati e una presa di distanza netta”.

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Investito due volte ad Albaro, muore dopo due mesi Filippo Furitano

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È morto Filippo Furitano, il 78enne investito due volte ad Albaro. I funerali si sono tenuti ieri, segnando Genova con l’ennesima vittima della strada, sono 19 quelle del 2026.

La dinamica dell’incidente 

L’incidente risale al 9 dicembre scorso, Furitano stava attraversando sulle strisce pedonali, all’altezza dell’incrocio con via Boselli quando un’auto lo ha centrato in pieno. L’impatto è stato devastante: l’uomo è stato sbalzato in aria e ricaduto sull’asfalto diversi metri più avanti, a faccia in giù, immobile al centro della carreggiata.

Il secondo investimento

Da lì è iniziata la tragedia doppia. La conducente dell’auto non si è fermata e pochi secondi dopo, mentre i passanti urlavano terrorizzati e cercavano di bloccare il traffico, una seconda vettura in transito non è riuscita a evitare il corpo disteso a terra. Lo ha travolto di nuovo. L’anziano è rimasto incastrato sotto le ruote, in una scena che ha segnato per sempre chi era lì. L’automedica Golf 1 del 118 era arrivata immediatamente, ma per estrarre l’uomo è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco: hanno sollevato l’auto con le pinze idrauliche per permettere ai sanitari di lavorare. Dopo quasi un’ora di manovre disperate sul posto, è stato caricato in ambulanza in codice rosso e trasportato al San Martino. Ha lottato per quasi due mesi, nei giorni scorsi  il decesso all’ospedale. 

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Giorno del Ricordo, lo storico: “Sulle foibe non può prevalere l’ideologia”

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Si avvicina il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, e il consiglio regionale ha tenuto la seduta solenne in ricordo e in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Si tratta come ogni anno di un momento di riflessione con la lezione dello storico Stefano Pilotto. La mattinata si è chiusa con la premiazione dei vincitori della XXIV edizione del concorso regionale dedicato alle scuole. Presenti i consiglieri regionali dell’assemblea legislativa.

Il monito del presidente del consiglio Balleari

“Bisogna cercare di ricordare, come si fa sempre nel Giorno della Memoria, per evitare di commettere errori che sono già avvenuti nel passato, soprattutto per una vicenda come questa che ha avuto un parto molto complicato – ha commentato il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari -. Dopo molti anni si è riuscito a riconoscere quello che è stato il sacrificio di molti italiani che hanno scelto di essere italiani due volte, per nascita e per volontà”. L’auspicio di Balleari è quello che queste giornate siano motivo di unità, nonostante a Genova ci siano stati episodi di vandalismo, come quello alla targa di Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana di un villaggio nel comune di Visignano, uccisa dai partigiani jugoslavi nei pressi della foiba di Villa Surani. Il 9 dicembre 2005 è stata insignita della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria. “Il consiglio comunale nel 2022 l’ha ubicata in un posto, ma per una questione di mantenimento e per evitare questo scempio é stata spostata – ha aggiunto Balleari -. Non la trovo una cosa corretta e giusta e determinate cose vanno tutelate. Questa è una di queste e non si risolve mettendola in un posto diverso dall’altro. Noi dobbiamo proteggere il ricordo”.

“Basta con l’ideologia, non va bene rigirare la frittata”

L’orazione ufficiale è stata affidata allo storico Stefano Pilotto, che ha sottolineato l’importanza di inquadrare i massacri in un contesto generale. “E’ necessario riflettere sulla storia del nostro Paese, riaprire una pagina oscura per molti anni dimenticata, per far mettere in luce le cose che sono successe nel modo più sereno verso il futuro, la verità emerge sempre con testimonianze e il rinforzo della coscienza nazionale, perché è giusto riconoscere la storia – ha commentato Stefano Pilotto -. Molte volte prevale la passione dell’ideologia a deperimento della storia”. Come mai non si riesce a trovare un filo conduttore e una “pace comune”, tra destra e sinistra rispetto alle foibe? “Io sono storico e parlo di storia, ognuno poi può girare la frittata come meglio crede per tutelare le proprie idee e i propri programmi. La destra e la sinistra ci sono, come in tutti i Paesi, noi siamo qui per spiegare la storia, per raccontare i fatti. Se noi siamo qui vivi lo dobbiamo anche al sacrificio delle persone che hanno perso la vita in circostanze tragiche. I giovani devono appassionarsi alla storia, con cultura e coscienza”.

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