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Governo alla finestra, in aula la sfiducia ai ministri Santanché e Salvini

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Giornata al cardiopalma per la premier Giorgia Meloni e il suo Governo: non una, ben due le mozioni di sfiducia nei confronti dei suoi ministri. Da una parte il titolare del Mit e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, dall’altra la ministra del Turismo Daniela Santanché. Le opposizioni hanno giurato di dare battaglia in aula, tentando la spallata a un esecutivo, che sulla carta però, non rischia di andare sotto, numeri alla mano. La prima a dover essere giudicata è proprio la ministra Santanché, in quota Fratelli d’Italia: al centro le indagini nei suoi confronti sul caso Visibilia. Secondo l’accusa i dipendenti, tredici in tutto, sarebbero stati messi in cassa integrazione a zero ore ma senza saperlo ed esserne a conoscenza, continuando così l’attività lavorativa, ignari di quello che stava accadendo.

Il fascicolo per truffa aggravata è nato in seguito alla denuncia di Federica Bottiglione, ex responsabile Investor Relations dell’azienda. Si tratta di una truffa aggravata per un totale di 126 mila euro nei confronti dell’Inps, per una presunta gestione irregolare della cassa integrazione in deroga per il periodo Covid. La mozione di sfiducia arriva a indagine chiusa, e ora si aspetta la decisione del gup (giudice per l’udienza preliminare) che potrà così decidere se rinviare a giudizio Daniela Santanché per i reati indicati dal pm. Quello che trapela, tra i corridoi del Parlamento, è un certo distacco dal parte del centrodestra nei confronti della ministra. Il timore, da parte di Meloni, è che il caso Santanché possa inclinare la fiducia con lo stesso elettorato, in vista soprattutto dell’election days dell’8 e 9 giugno. Ma al momento, almeno non pubblicamente, è arrivata la richiesta di dimissioni, che la stessa esponente di FdI non sembra contemplare.

Sull’altra sponda del Tevere il leader della Lega non se la passa altrettanto bene, tra la crisi di consensi e di voti e la mozione di sfiducia della minoranza. L’opposizione contesta al ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti il rapporto siglato dalla Lega e dallo stesso Salvini con il partito di Vladimir Putin “Russia Unita”, ma sono stati lo stesso vicepremier e il suo partito ad affermare che quel rapporto è stato annullato nel momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina. Insomma, la partita più difficile sembra essere quella della Santanché, poco sorretta anche dai suoi, mentre quella politicamente più in salita, da diverse settimane a questa parte, è quella di Salvini, oramai criticano anche dallo zoccolo duro della Lega, quello del Nord e del Veneto

 

 

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Crisi Rapallo, Bucci prova a ricucire ma possibile voto a maggio

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Il day after della crisi di Rapallo è arrivato anche in consiglio regionale, con le parole del presidente della Liguria Marco Bucci. In occasione della seduta solenne sul Giorno del Ricordo, il numero uno della Regione è intervenuto a margine dell’evento, commentando la rottura tra la sindaca Ricci e Forza Italia. “Ci sono fibrillazioni ma si ricomporranno, andranno tutti per la giusta strada, il mio è un auspicio ma penso che finirà così” aveva commentato Marco Bucci. “Il mio lavoro è quello di aiutare tutti, di facilitare, come faccio sempre con le amministrazioni locali, dobbiamo essere dei facilitatori, come giusto fare” ha aggiunto Bucci.

Sindaca Ricci sfiduciata, rottura insanabile con Forza Italia: a Rapallo si torna al voto

Voto possibile nel maggio 2026

Nel frattempo però, mentre il presidente prova a intavolare una ricucitura difficile da concretizzarsi almeno al momento, fonti autorevoli e accreditate fanno sapere che il voto nella città del Castello si avvicina. Da una prima ricostruzione, sembra infatti alla finestra il ritorno alle urne, il prossimo maggio. L’invito di procedere su maggio arriva da importanti figure istituzionali, a causa del rischio commissariamento che in molti vogliono scongiurare in città. La palla adesso è in mano al presidente del consiglio Mentore Campodonico, che avrà tempo fino al 5 marzo per convocare il consiglio straordinario. Nella giornata della seduta solenne in via Fieschi, è andato in scena un incontro tra Marco Bucci e Carlo Bagnasco, ex sindaco di Bagnasco e coordinatore regionale di Forza Italia.

I primi movimenti post crisi

Bagnasco ha da sempre espresso stima e fiducia nei confronti del presidente ligure, ribadita anche in occasione dell’allargamento della giunta, ma sul fronte rapallino è innegabile che la rottura sia considerata insanabile. Ma nel suo ruolo di presidente e tessitore, Bucci cercherà di ricomporre la frattura. Nel frattempo questa mattina sono state ufficializzate le dimissioni del capolista della lista della sindaca Ricci Salvatore Alongi. La crisi di Rapallo parte da lontano, con una nascita della giunta già in salita: ad avallare queste difficoltà anche il solo voto preso dalla prima cittadina in Citta Metropolitana. Conti alla mano, a chiudere con Ricci e la sua giunta, due dei più votati del consiglio, Lasinio e Alongi. Un segnale politico che la stessa Ricci sa di non poter sottovalutare. In queste ore inoltre, è atteso anche un incontro tra Carlo Bagnasco e il sindaco di Portofino Matteo Viacava. 

 

 

 

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Repubblica dell’Ecuador, Mascia (Forza Italia): “Dedichiamole un parco a Genova”

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Una mozione per impegnare la Sindaca di Genova Silvia Salis e la sua Giunta ad intitolare un parco alla Repubblica dell’Ecuador, avviando quanto prima “una collaborazione con il Consolato Generale dell’Ecuador in merito all’approfondimento di ogni aspetto di tale progetto” e alla sua “localizzazione, realizzazione e intitolazione”.

L’iniziativa, lanciata dal Capogruppo di Forza Italia Mario Mascia, verrà quanto prima sottoposta all’approvazione del Consiglio comunale e nelle intenzioni del proponente ne verrà chiesta la condivisione e sottoscrizione a tutti i gruppi consiliari presenti in Sala Rossa, a prescindere dall’orientamento e dall’appartenenza politica.

“La comunità ecuadoriana a Genova rappresenta circa 12 mila persone, anzi quasi 50.000 se si considerano i cittadini italiani di origine ecuadoriana che non vengono conteggiati negli studi statistici ma continuano a fruire dei servizi resi dalla Rappresentanza consolare genovese” spiega l’Avvocato Mascia, che è stato Assessore a Urbanistica, Sviluppo Economico, Lavoro, Relazioni Sindacali e Demanio Marittimo della Giunta bis del Sindaco Marco Bucci “il suo punto di forza però è non solo e non tanto nei numeri quanto nei valori di affidabilità, gentilezza, laboriosità e solidarietà di cui si fa portatrice e testimone nella vita quotidiana di tutti noi: ogni genovese sperimenta queste doti ogni qual volta entra in contatto con chi vanta origini ecuadoriane”.

“Le ecuadoriane e gli ecuadoriani genovesi, anche grazie all’impegno proattivo del Console Generale dell’Ecuador a Genova Oscar F. Izquierdo Arboleda” spiega Mascia, che è Segretario metropolitano del partito guidato dal vice Premier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani “sono attivamente coinvolti in iniziative legate alla migliore integrazione ed inclusione della Comunità Ecuadoriana Genovese nelle dinamiche socio-economiche della nostra Città. La seconda edizione del Festival del Migrante e la Famiglia Ecuatoriana al Palatecknoship della Fiumara, cui sono stato invitato ed ho avuto l’onore di partecipare anche con il Presidente del Consiglio Comunale Claudio Villa, dimostra nei fatti che non è un sogno ma è già una realtà tangibile a Genova l’integrazione della comunità ecuadoriana nel tessuto sociale cittadino, con un ormai consolidato e reciproco rapporto di rispetto e valorizzazione delle relative culture e tradizioni. Basti pensare che a Quito in Ecuador già dal 1858 è presente un Parque Italia dedicato al nostro Paese”.

“Anche per questo sarebbe un giusto e bel riconoscimento” conclude il Capogruppo azzurro genovese Mascia “inaugurare a Genova un parco denominato ‘Repubblica dell’Ecuador’, volto ad ospitare non solo eventi e manifestazioni civiche e protocollari ma anche cerimonie di rilevanza istituzionale come la Festa Nazionale e l’omaggio alla Bandiera della Repubblica dell’Ecuador”.

 

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Sindaca Ricci sfiduciata, rottura insanabile con Forza Italia: a Rapallo si torna al voto

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Dopo una notte di trattative, della miglior tradizione della Prima Repubblica, a Rapallo si è consumata la “caduta” della sindaca Elisabetta Ricci. Dopo lo strappo di martedì scorso con Forza Italia, Carlo Bagnasco nella notte tigullina ha convocato i suoi, ma anche i consiglieri di maggioranza e opposizione, per raccogliere le firme che servono a sfiduciare il primo cittadino.

Cosa è successo

Tutto è nato dopo la rimozione di Eugenio Brasey dalla giunta, deciso – fanno sapere dai vertici di Forza Italia – direttamente da Elisabetta Ricci. Non solo Brasay, fuori dalla giunta, ma anche Filippo Lasinio, sfiduciato dalla sua sindaca. Una decisione che ha fatto inalberare Bagnasco (anche se i due pare che non si siano sentiti ndr), che ha chiamato a raccolta assessori e consiglieri forzisti, riprendendo in mano le redini della politica rapallina.

La posizione di Carlo Bagnasco

Raggiunto telefonicamente, Carlo Bagnasco, ex sindaco di Rapallo e coordinatore regionale di Forza Italia, ha ribadito la coerenza e la serietà del suo partito, che non ha mai tradito la giunta Ricci. “Forza Italia ha votato il 100% delle pratiche, non si è mai astenuta e ha sempre votato a favore di questa amministrazione, di certo noi non volevamo andare al voto ma non potevamo fare diversamente” ha aggiunto Bagnasco. Ultimo, tra gli strappi, solo in ordine di tempo, il voto “di colore” della proposta di portare la pista da sci a Rapallo, a San Massimo. Una proposta votata, ma non convintamente.

Unità d’intenti tra Forza Italia e il resto dei consiglieri

Sono nove in tutto i consiglieri che hanno firmato la sfiducia nei confronti di Elisabetta Ricci. Il prossimo step sarà l’appuntamento con il consiglio comunale, che dovrà essere convocato entro il 5 marzo. Nei prossimi giorni partirà il commissariamento del Comune, che durerà pochi mesi, successivamente Rapallo tornerà alle urne. Nel frattempo assisteremo a un'”amministrazione di larghe intese” che traghetterà la giunta fino a nuove elezioni. Insomma, una sorta di coalizione allargata che comprende i partiti di centrodestra, i civici vicini al centrosinistra, a esclusione dei consiglieri Campodonico e Mustorgi.

Una giunta nata già in salita

La politica è fatta anche di ricostruzioni, di compromessi, nonostante le perplessità iniziali. L’excursus politico di Elisabetta Ricci non è stato semplice, partito con qualche intoppo nel motore, è poi decollato, fino ad arenarsi proprio su quella Forza Italia che gli aveva dato voti e sostegno. Carlo Bagnasco, ex sindaco con il 78% dei voti, è pronto a riprendere in mano la situazione ma non a candidarsi. Il prossimo passo sarà ricucire una coalizione già salda, con Lega e Fratelli d’Italia. Da quello che si apprende, si ripartirà da lì.

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