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Elezioni, l’analisi: su maggioranza non c’è stato ‘effetto inchiesta’

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Karlheinz Reif e Hermann Schmitt, nel loro saggio intitolato “Nine Second-Order National Elections – A Conceptual Framework for the Analysis of European Election Results” apparso sulla rivista European Journal of Political Research nel 1980, introdussero l’espressione “elezioni di second’ordine”.

Con questo termine, intendevano descrivere quelle votazioni in cui l’interesse degli elettori si mostra più sfumato, meno urgente, quasi come se le poste in gioco fossero percepite di minore entità. Tale percezione porta inevitabilmente a una riduzione della partecipazione elettorale: una tendenza che si è confermata anche nelle ultime elezioni europee, dove la contrazione del voto è stata evidente, con quasi cinque milioni di voti in meno rispetto alle politiche del 2022. Una flessione trasversale, che non ha risparmiato quasi nessun partito, incluso quello di Giorgia Meloni, che nonostante navighi in acque serene, ha registrato una perdita di quasi 600.000 voti, l’8% in meno rispetto ai sette milioni e passa ottenuti nel 2022. Di contro, a livello nazionale, il Partito Democratico ha mostrato un’energia diversa, accaparrandosi 250.000 voti in più, un incremento che si aggira intorno al 5%.

Ma il caso della Liguria devia da questo copione nazionale. “L’effetto Toti”, tanto discusso, non ha seguito la traiettoria attesa. Se, infatti, a livello nazionale Fratelli d’Italia ha visto calare l’8% dei suoi voti, in Liguria la contrazione si è fermata al 5%, mentre il PD, invece di avanzare come a livello nazionale, ha cambiato rotta,
perdendo l’1% dei voti. C’è da domandarsi perché il PD, all’opposizione tanto in Regione come in Parlamento, non sia riuscito a capitalizzare localmente l’onda d’opinione scatenata dalla “vicenda Toti”? Le spiegazioni possono essere molteplici e tutte plausibili. Una potrebbe leggere il fenomeno come un ridimensionamento dell’effetto
Toti sui risultati elettorali. Ovvero pur parlandosene molto, il comportamento degli elettori non ne risente. Ma forse c’è di più.

Il PD, un tempo bastione di lotta e di governo, in Liguria sembra aver perso parte della sua identità distintiva, fluttuando tra le incertezze di un partito che cerca ancora il suo posto nel panorama locale, un po’ come il gatto di Schrödinger: vivo e morto al tempo stesso, in attesa che la scatola delle elezioni si apra per rivelare il suo vero stato.

*Luca Sabatini, Università di Genova

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Inchiesta, Toti: la Procura potrebbe chiedere giudizio immediato

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Un comunicato Ansa di oggi prefigura la possibile richiesta della Procura di richiedere il giudizio immediato per il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti saltando l’udienza preliminare.

Nel comunicato viene anche ipotizzato un nuovo possibile illecito. relativo alle elezioni politiche del settembre 2022. che vedrebbe coinvolto Maurizio Rossi proprietario di Ptv Programmazioni televisive che edita Primocanale che, lo ricordiamo, nulla c’entra con l’inchiesta in corso, nonché proprietario di Terrazza Colombo.
Il giudizio immediato che potrebbe essere richiesto è unicamente rivolto a Toti mentre per quanto riguarda Rossi l’avvocato difensore Scodnik sottolinea che “ si tratta di una ipotesi investigativa che in questo caso appare davvero eccessivamente fantasiosa”.

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Omoda e Jaecoo, ecco il sistema Super Hybrid

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Per chi ha dubbi sulla propulsione 100% elettrica, le motorizzazioni PHEV (ibride plug-in) rappresentano una scelta alternativa

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Autonomia, il 26 luglio convegno della Lega con Calderoli

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GENOVA – “Autonomia: sfide e opportunità per la Liguria”. È questo il nome del convegno che vedrà anche la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi. “L’Autonomia differenziata rappresenta un’importante opportunità per le regioni, nell’incontro che abbiamo organizzato come gruppo regionale Lega Liguria Salvini, avremo modo di fornire un quadro chiaro e dettagliato dell’Autonomia differenziata e discutere quali saranno i vari vantaggi per le regioni – fanno sapere dal gruppo Lega Liguria -. Con un confronto aperto alla società civile verranno spiegati tutti i prossimi passaggi che porteranno all’attuazione dell’Autonomia”.

Al convegno, fissato per il giorno venerdì 26 luglio, alle 11 nella sala Liguri nel Mondo, in via Fieschi 15, a Genova, parteciperanno il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi, il presidente ad interim della Regione Liguria Alessandro Piana, il vice sindaco del comune di Genova Pietro Piciocchi.

“La Liguria è stata una delle prime Regioni italiane a sostenere il percorso verso l’Autonomia differenziata. Un momento di confronto sulla legge entrata in vigore il 13 luglio, l’apice di una battaglia storica vinta dalla Lega che conferirà maggior potere decisionale alle Regioni migliorando la gestione locale e offrendo risposte più mirate alle necessità di ciascun territorio” si legge nella nota del consiglieri Mai, Viale, Garibaldi, Brunetto e Medusei.

 

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