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Diretta Commissione Amt, negata diretta a Primocanale

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Nei giorni scorsi Primocanale aveva espresso la volontà di trasmettere in diretta l’importante commissione in Comune di mercoledì 15 ottobre dedicata alla situazione di Amt. Oggi è arrivata la risposta negativa da parte del presidente del Consiglio comunale Claudio Villa che ha fatto riferimento all’articolo 16 bis del regolamento. Prendiamo atto del diniego ma non capiamo perché la stessa possa essere trasmessa in modalità solo audio ma senza immagini. Essendo la nostra una televisione riteniamo che mandare in onda i video di quello che succede sia naturale e logico. 
Rimane aperto il dialogo con l’Amministrazione con la speranza che possa esserci ancora spazio per una revisione della decisione. Nel caso contrario, Primocanale assicura che realizzerà comunque e in ogni modo un servizio pubblico, totalmente gratuito per la collettività, per garantire ai cittadini un aggiornamento puntuale su un tema così delicato e importante per la città.

Ecco il testo della risposta arrivata.

Gentilissimo Direttore,

 In riscontro alla richiesta, si rappresenta, sentito il Segretario Generale Avv. Criscuolo quanto segue.

 La trasmissione ai fini di trasparenza ed informazione delle sedute del Consiglio comunale è disciplinata dall’art. 16 bis del Regolamento sul funzionamento dello stesso.

La norma si riferisce esclusivamente alle sedute del Consiglio, che sono riprese e trasmesse via televisione o rete internet tramite pagina web, con le prescrizioni particolari e le eccezioni specificamente indicate.

 Non è invece prevista la registrazione e messa in onda dei video delle sedute delle Commissioni consiliari, la cui pubblicità è comunque assicurata attraverso la trasmissione in streaming dell’audio della seduta tramite radio web raggiungibile dal sito del Comune di Genova, come previsto dall’art. 37 del Regolamento.

 Tale norma, infatti, nel prevedere per la generalità delle Commissioni che i verbali, i documenti e le registrazioni audio sono pubblici e resi disponibili, dispone invece l’effettuazione e la condivisione dei  video limitatamente alle sedute di cui all’art. 38 comma 1 lett. c) relative ai question time.

 Si rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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La ricetta e i segreti dei canestrelletti di Torriglia in “Presa diretta”

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https://youtu.be/YkyOqMBuEhc?is=ZyPPeWVzfTJP2XAZ

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Tensioni Regione – Il Secolo XIX, Bucci: “Io non ho mentito”

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Dopo il caso scoppiato tra Regione Liguria e Il Secolo XIX il presidente Marco Bucci, a margine dell’evento “La minaccia cibernetica al settore sanitario” in programma al Porto Antico, è tornato sull’argomento e, rispondendo ai cronisti. ha confermato di non aver mentito. “No comment, quello che dovevo dire l’ho già detto ieri, quello che posso dire è che io non ho mentito” ha rimarcato il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, che non ha così controbattuto agli articoli apparsi oggi sul giornale del direttore, direttamente coinvolto, Michele Brambilla. Per la cronaca va detto che il direttore del quotidiano genovese, contattato da Primocanale nel pomeriggio di mercoledì, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Nel day after della conferenza stampa indetta dal presidente Bucci, a cui ha preso parte anche il portavoce Federico Casabella, la posizione della Regione è quella di evitare ulteriori botta e risposta con Il Secolo XIX e il suo direttore Brambilla. Nel frattempo nelle scorse ore la politica ligure è intervenuta a gamba tesa, da una parte e dall’altra. Il centrodestra compatto ha preso le difese del presidente ligure e del suo staff (da Fratelli d’Italia alla Lega passando per le liste civiche), mentre il centrosinistra ha chiesto invece di chiarire la vicenda, paventando anche le dimissioni. Insomma, si è aperta una battaglia politica e istituzionale. 

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La pedonalizzazione di via Rolando infiamma l’aula rossa. Mozione bocciata, la sperimentazione continua

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La pedonalizzazione di via Rolando ancora al centro della polemica. L’argomento, dopo un botta e risposta sui giornali, è approdato in aula rossa con una mozione (poi bocciata) dei consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua per la sospensione della sperimentazione iniziata solo a ottobre. Il tratto di strada diventato completamente per i pedoni con il progetto Street Lab è quello che da piazza Montano arriva a via Scaniglia: un centinaio di metri utilizzati molto spesso dagli automobilisti per tagliare il semaforo della piazza e definiti da molti, sia dai commercianti che dai residenti, pericolosi.

Le polemiche 

Dal giorno in cui le transenne hanno effettivamente bloccato il passaggio delle auto, sono però iniziate anche le polemiche. L’allarme era stato lanciato da Confesercenti Genova, che aveva espresso forte preoccupazione, sottolineando come non “vi fosse mai stato alcun coinvolgimento formale dell’associazione nelle fasi di progettazione e decisione”. A supportare la denuncia diversi gruppi consiliari del consiglio municipale Centro Ovest, che avevano contestato impostazione e costi del progetto. Erano stati però altrettanti commercianti, più di 30, a firmare una lettera a supporto della sperimentazione. “La pedonalizzazione, che è in fase sperimentale – e che è stata ampiamente condivisa nei mesi precedenti con incontri pubblici, questionari sul territorio su più di 1000 soggetti, gruppi di lavoro, sopralluoghi – attualmente ci soddisfa appieno” scrivevano in un documento firmato e corredato dalle Partita Iva degli esercenti. 

La richiesta di Confesercenti 

Sempre Confesercenti è tornata a tuonare contro il progetto, chiedendo il ritorno delle auto nella via, richiesta che è stata accolta e portata in Consiglio Comunale dalla Lega. “Dall’accesso agli atti emergono elementi che meritano attenzione, e per questo chiediamo la sospensione del progetto Street Lab”, aveva detto Alessandro Simone, vicepresidente di Confesercenti Genova. “In particolare – spiega Simone – non risulta sia stata effettuata una valutazione preventiva dell’impatto sul commercio e sulla logistica di un intervento che ha modificato in modo significativo accessibilità, viabilità e modalità di carico e scarico della zona. Si tratta di un passaggio che riteniamo fondamentale quando si interviene in aree dove operano numerose attività economiche, e in cui l’organizzazione delle consegne e degli approvvigionamenti è parte essenziale del lavoro quotidiano delle imprese. Non c’è stato spazio per portare all’attenzione dell’amministrazione dati e osservazioni sul calo delle vendite che diverse imprese stanno registrando. Nel frattempo sono state raccolte oltre 400 firme, con 70 aziende che si sono espresse a favore della riapertura della strada. La petizione è stata depositata in Municipio ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto alcun riscontro”.

In Consiglio Comunale 

Ma torniamo a Tursi. Sulla mozione sono stati presentati due emendamenti, il primo della consigliera del Partito Democratico Monica Russo e il secondo da tutti i capigruppo di maggioranza (inclusa la capogruppo del Partito Democratico, Martina Caputo). La proponente della mozione, Paola Bordilli (Lega), ha accolto l’emendamento della consigliera Russo e respinto quello dei Capigruppo di maggioranza, mentre l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola ha espresso parere negativo, sia alla mozione che all’emendamento Russo (PD), dichiarandosi favorevole all’emendamento della maggioranza ormai decaduto perché non accolto dalla Bordilli. Il documento è stato poi posto alla votazione con inclusa la mozione dell’emendamento Russo, la maggioranza ha seguito la linea della giunta: sono stati 20 voti contrari della maggioranza e 10 favorevoli dell’opposizione, tra cui anche il voto della consigliera dem Monica Russo, che ha votato insieme all’opposizione dell’aula, in disaccordo con la sua stessa maggioranza di governo.Un voto che non ha cambiato l’esito della mozione ma che ha alterato gli equilibri già spesso precari all’interno del partito. Da quello che si apprende da fonti vicine ai Dem, la presa di posizione di Russo ha indispettito gli organi del partiti. 

 

 

 

 

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