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Accoltellamento a scuola alla Spezia, reazioni e cordoglio della politica

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L’accoltellamento avvenuto all’interno di una scuola della Spezia, dove un 18enne è stato ucciso da un compagno 19enne, scuote il mondo della politica locale e non solo.

La nota del ministro Valditara 

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha espresso profondo cordoglio: “Provo grande dolore per la morte del giovane studente dell’istituto “L. Einaudi – D. Chiodo” della Spezia, una tragedia che colpisce profondamente la comunità scolastica e l’intero Paese».

Scrive il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini: “L’Amministrazione comunale esprime il più profondo cordoglio per la tragica morte del giovane studente coinvolto nell’aggressione avvenuta questa mattina presso l’Istituto Domenico Chiodo. Alla sua famiglia, e in particolare ai genitori colpiti da un dolore immenso e inaccettabile, va la più sentita e sincera vicinanza di tutta la comunità.

Quanto accaduto rappresenta un episodio di estrema gravità e assolutamente intollerabile. È inconcepibile che un giovanissimo studente possa perdere la vita a seguito di un’aggressione con un’arma all’interno di un istituto scolastico, luogo che per sua natura deve essere sinonimo di sicurezza, tutela e serenità. Esprimiamo profonda preoccupazione per il ripetersi di episodi di violenza che non possono e non devono in alcun modo diventare consuetudine. È dovere delle istituzioni, in sinergia con tutti i soggetti competenti, rafforzare ogni azione utile a prevenire simili tragedie e a garantire la sicurezza dei cittadini, a partire dai più giovani. Le nuove generazioni rappresentano il futuro della nostra comunità ed è responsabilità di tutti offrire loro esempi positivi e un contesto educativo fondato sul rispetto, sul dialogo e sulla legalità. In questo momento di immenso dolore, l’Amministrazione si stringe attorno alla famiglia del giovane, ai suoi cari, ai compagni di scuola e a tutto il personale dell’istituto”.

Scrive la senatrice spezzina Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva: “Non ci sono parole, è una tragedia immane quella accaduta oggi a La Spezia. La morte di uno studente all’interno di una scuola, accoltellato da un compagno, è qualcosa che scuote le coscienze. È un giorno doloroso per tutta la comunità scolastica, la città della Spezia, tutto il Paese. Cordoglio e vicinanza alla famiglia”.

Scrive Ilaria Cavo, deputata ligure e presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati: “Cordoglio e tristezza per il giovane studente spezzino morto dopo essere stato accoltellato a scuola da un coetaneo. Un episodio gravissimo, una vicenda che lascia senza parole. Abbiamo sperato tutto il giorno che il ragazzo vincesse la sua lotta per la vita, ci stringiamo alla sua famiglia in questo momento di enorme dolore. Un fatto simile spinga a riflettere sulle misure di prevenzione e deterrenza necessarie. La scuola deve essere un luogo sicuro, non di sangue”.

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Investito due volte ad Albaro, muore dopo due mesi Filippo Furitano

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È morto Filippo Furitano, il 78enne investito due volte ad Albaro. I funerali si sono tenuti ieri, segnando Genova con l’ennesima vittima della strada, sono 19 quelle del 2026.

La dinamica dell’incidente 

L’incidente risale al 9 dicembre scorso, Furitano stava attraversando sulle strisce pedonali, all’altezza dell’incrocio con via Boselli quando un’auto lo ha centrato in pieno. L’impatto è stato devastante: l’uomo è stato sbalzato in aria e ricaduto sull’asfalto diversi metri più avanti, a faccia in giù, immobile al centro della carreggiata.

Il secondo investimento

Da lì è iniziata la tragedia doppia. La conducente dell’auto non si è fermata e pochi secondi dopo, mentre i passanti urlavano terrorizzati e cercavano di bloccare il traffico, una seconda vettura in transito non è riuscita a evitare il corpo disteso a terra. Lo ha travolto di nuovo. L’anziano è rimasto incastrato sotto le ruote, in una scena che ha segnato per sempre chi era lì. L’automedica Golf 1 del 118 era arrivata immediatamente, ma per estrarre l’uomo è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco: hanno sollevato l’auto con le pinze idrauliche per permettere ai sanitari di lavorare. Dopo quasi un’ora di manovre disperate sul posto, è stato caricato in ambulanza in codice rosso e trasportato al San Martino. Ha lottato per quasi due mesi, nei giorni scorsi  il decesso all’ospedale. 

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Giorno del Ricordo, lo storico: “Sulle foibe non può prevalere l’ideologia”

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Si avvicina il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, e il consiglio regionale ha tenuto la seduta solenne in ricordo e in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Si tratta come ogni anno di un momento di riflessione con la lezione dello storico Stefano Pilotto. La mattinata si è chiusa con la premiazione dei vincitori della XXIV edizione del concorso regionale dedicato alle scuole. Presenti i consiglieri regionali dell’assemblea legislativa.

Il monito del presidente del consiglio Balleari

“Bisogna cercare di ricordare, come si fa sempre nel Giorno della Memoria, per evitare di commettere errori che sono già avvenuti nel passato, soprattutto per una vicenda come questa che ha avuto un parto molto complicato – ha commentato il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari -. Dopo molti anni si è riuscito a riconoscere quello che è stato il sacrificio di molti italiani che hanno scelto di essere italiani due volte, per nascita e per volontà”. L’auspicio di Balleari è quello che queste giornate siano motivo di unità, nonostante a Genova ci siano stati episodi di vandalismo, come quello alla targa di Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana di un villaggio nel comune di Visignano, uccisa dai partigiani jugoslavi nei pressi della foiba di Villa Surani. Il 9 dicembre 2005 è stata insignita della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria. “Il consiglio comunale nel 2022 l’ha ubicata in un posto, ma per una questione di mantenimento e per evitare questo scempio é stata spostata – ha aggiunto Balleari -. Non la trovo una cosa corretta e giusta e determinate cose vanno tutelate. Questa è una di queste e non si risolve mettendola in un posto diverso dall’altro. Noi dobbiamo proteggere il ricordo”.

“Basta con l’ideologia, non va bene rigirare la frittata”

L’orazione ufficiale è stata affidata allo storico Stefano Pilotto, che ha sottolineato l’importanza di inquadrare i massacri in un contesto generale. “E’ necessario riflettere sulla storia del nostro Paese, riaprire una pagina oscura per molti anni dimenticata, per far mettere in luce le cose che sono successe nel modo più sereno verso il futuro, la verità emerge sempre con testimonianze e il rinforzo della coscienza nazionale, perché è giusto riconoscere la storia – ha commentato Stefano Pilotto -. Molte volte prevale la passione dell’ideologia a deperimento della storia”. Come mai non si riesce a trovare un filo conduttore e una “pace comune”, tra destra e sinistra rispetto alle foibe? “Io sono storico e parlo di storia, ognuno poi può girare la frittata come meglio crede per tutelare le proprie idee e i propri programmi. La destra e la sinistra ci sono, come in tutti i Paesi, noi siamo qui per spiegare la storia, per raccontare i fatti. Se noi siamo qui vivi lo dobbiamo anche al sacrificio delle persone che hanno perso la vita in circostanze tragiche. I giovani devono appassionarsi alla storia, con cultura e coscienza”.

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Crisi Rapallo, Bucci prova a ricucire ma possibile voto a maggio

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Il day after della crisi di Rapallo è arrivato anche in consiglio regionale, con le parole del presidente della Liguria Marco Bucci. In occasione della seduta solenne sul Giorno del Ricordo, il numero uno della Regione è intervenuto a margine dell’evento, commentando la rottura tra la sindaca Ricci e Forza Italia. “Ci sono fibrillazioni ma si ricomporranno, andranno tutti per la giusta strada, il mio è un auspicio ma penso che finirà così” aveva commentato Marco Bucci. “Il mio lavoro è quello di aiutare tutti, di facilitare, come faccio sempre con le amministrazioni locali, dobbiamo essere dei facilitatori, come giusto fare” ha aggiunto Bucci.

Sindaca Ricci sfiduciata, rottura insanabile con Forza Italia: a Rapallo si torna al voto

Voto possibile nel maggio 2026

Nel frattempo però, mentre il presidente prova a intavolare una ricucitura difficile da concretizzarsi almeno al momento, fonti autorevoli e accreditate fanno sapere che il voto nella città del Castello si avvicina. Da una prima ricostruzione, sembra infatti alla finestra il ritorno alle urne, il prossimo maggio. L’invito di procedere su maggio arriva da importanti figure istituzionali, a causa del rischio commissariamento che in molti vogliono scongiurare in città. La palla adesso è in mano al presidente del consiglio Mentore Campodonico, che avrà tempo fino al 5 marzo per convocare il consiglio straordinario. Nella giornata della seduta solenne in via Fieschi, è andato in scena un incontro tra Marco Bucci e Carlo Bagnasco, ex sindaco di Bagnasco e coordinatore regionale di Forza Italia.

I primi movimenti post crisi

Bagnasco ha da sempre espresso stima e fiducia nei confronti del presidente ligure, ribadita anche in occasione dell’allargamento della giunta, ma sul fronte rapallino è innegabile che la rottura sia considerata insanabile. Ma nel suo ruolo di presidente e tessitore, Bucci cercherà di ricomporre la frattura. Nel frattempo questa mattina sono state ufficializzate le dimissioni del capolista della lista della sindaca Ricci Salvatore Alongi. La crisi di Rapallo parte da lontano, con una nascita della giunta già in salita: ad avallare queste difficoltà anche il solo voto preso dalla prima cittadina in Citta Metropolitana. Conti alla mano, a chiudere con Ricci e la sua giunta, due dei più votati del consiglio, Lasinio e Alongi. Un segnale politico che la stessa Ricci sa di non poter sottovalutare. In queste ore inoltre, è atteso anche un incontro tra Carlo Bagnasco e il sindaco di Portofino Matteo Viacava. 

 

 

 

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