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Cultura e fashion

Scopri la Nuova Collezione Autunno/Inverno 2024-2025 di Luisa Beccaria: Un’Ode all’Eleganza  alla Bellezza Naturale

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Scopri la Nuova Collezione Autunno/Inverno 2024-2025 di Luisa Beccaria: Un’Ode all’Eleganza  alla Bellezza Naturale.

Luisa Beccaria ha fatto di nuovo centro con la sua ultima collezione Autunno/Inverno, e devo dirti che è una vera meraviglia. Se ami l’eleganza senza tempo e i dettagli raffinati, questa collezione è esattamente quello che fa per te.

Un Viaggio nella Natura: Fiori e Colori Autunnali

Immagina di passeggiare in un giardino incantato, con foglie secche che cadono e fiori che sbocciano nonostante il freddo. Questa è l’atmosfera che Luisa Beccaria ha catturato nella sua nuova collezione. I motivi floreali e le tonalità autunnali ti avvolgono come una coperta calda, trasportandoti in un mondo di bellezza naturale.






Tessuti che Sussurrano di Lusso

Non posso nemmeno iniziare a descriverti quanto siano morbidi e lussuosi i tessuti scelti da Luisa Beccaria per questa collezione. Ti parlo di sete leggere che accarezzano la pelle, velluti avvolgenti che ti fanno sentire regale e pizzi delicati che aggiungono un tocco di romanticismo ad ogni capo.

Silhouette che Celebrano la Femminilità

Se ami le linee morbide e i dettagli romantici, sarai follemente innamorata delle silhouette proposte da Luisa Beccaria. Abiti che fluttuano leggeri intorno al corpo, gonne che danzano con il vento e cappotti che ti fanno sentire come una principessa moderna. Questa collezione è un inno alla femminilità e alla grazia.








Colori che Riscaldano il Cuore

Dalle tonalità profonde di rosso e verde ai colori delicati di rosa e celeste, la palette di colori di questa collezione è semplicemente stupefacente. Ti avvolge in un abbraccio caloroso e ti fa sentire al sicuro, anche nelle giornate più fredde e buie dell’autunno e dell’inverno.

In Conclusion: Un’Eleganza che Trascede il Tempo

In poche parole, la collezione Autunno/Inverno 2024-2025 di Luisa Beccaria è un sogno che diventa realtà. Con tessuti lussuosi, dettagli curati e un’attenzione incredibile per la femminilità, questa collezione ti farà sentire come una principessa ogni volta che la indossi. Se ami l’eleganza senza tempo e la bellezza naturale, non puoi fare a meno di innamorarti di Luisa Beccaria.

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Cultura e fashion

A Como è stato presentato il progetto artistico internazionale “Promessi Sposi”, che unisce Ucraina e Italia

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Promessi Sposi

Como, Italia. Negli spazi post-industriali dell’Ex Tintostamperia di Como si è inaugurato il progetto culturale internazionale “Promessi Sposi – Art, Design & Fashion UA–IT”, realizzato su iniziativa dell’associazione Vitaukr e della sua presidente Nataliia Sasina.

«Desideravamo creare uno spazio in cui l’Ucraina e l’Italia potessero incontrarsi attraverso l’arte, l’apertura e il sostegno reciproco», ha sottolineato Nataliia Sasina durante l’inaugurazione.

La mostra riunisce oltre un centinaio di artisti ucraini e italiani e propone una reinterpretazione contemporanea del romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Lo spazio è animato dalle opere di Germanna Bedont, Luca Dall’Olio, Jeanphilippe, Stanislav Topolsky, Oleksandr Lidagovsky, Dasha Nepochatova e dagli autori ucraini Olena Tryhub, Yurii Odrobinskyi, Lilia Kaluha, Halyna Yerko, Olena Abakumova, e molti altri.

Hanno aderito al progetto anche gli artisti del Museo Permanente di Milano — Maria Credidio e Nino Attila.

Collaborazione educativa e coinvolgimento delle comunità

In mostra sono presenti scenografie degli studenti del Liceo Brera, art-book degli studenti dell’Università nazionale “Petro Mohyla”, lavori dei giovani designer del Lviv Fashion College e disegni dei bambini di Zlatopil, nella regione di Kharkiv — città gemellata con Buccinasco.

La co-organizzatrice della sezione educativa, Gayane Arushanyan, ha sottolineato che questo formato «unisce artisti professionisti, giovani e comunità in un’unica storia creativa».

Un’immersione contemporanea nel mondo manzoniano

Uno degli elementi centrali dell’esposizione è il monumento libro 3D, di dimensioni giganti, che permette ai visitatori di “entrare” simbolicamente nel romanzo, insieme a installazioni con le citazioni chiave di Manzoni.

Il co-curatore Alfredo Mazzotta ha osservato:

«I temi di Manzoni — umanità, scelta e resilienza — sono oggi molto vicini alla realtà ucraina».

Le voci della guerra da Kharkiv

Un’attenzione particolare è dedicata ai lavori del gruppo artistico di Kharkiv ArtBat — Olga Nikitenko e Olena Chuieva. Le loro opere, nate in condizioni di guerra, rappresentano uno dei nuclei emotivi più intensi dell’esposizione.

«*Rappresento Kharkiv — una città di dolore e di incrollabile resistenza. La nostra arte nasce nonostante la guerra*», ha detto l’artista **Olga Nikitenko**.

Le letture poetiche in ucraino, italiano e inglese hanno aggiunto un ulteriore livello emotivo, approfondendo il carattere dialogico della mostra.

Una settimana di dialogo artistico e la conclusione della mostra

Fin dai primi giorni l’esposizione è diventata un luogo di scambio vivo di idee, incontri e conversazioni tra visitatori, comunità e artisti dei due Paesi. Durante la settimana sono previste ulteriori iniziative aperte al pubblico — in particolare, il 13 dicembre  si terrà l’ART BRUNCH, un laboratorio creativo per bambini, famiglie e tutti gli interessati, dedicato alla Festa di Santa Lucia della Pace.

La mostra si concluderà con il Finissage il 20 dicembre alle ore 17:00, quando organizzatori, artisti e ospiti si riuniranno per un momento conviviale con il tradizionale panettone, per celebrare una settimana di scoperte artistiche e ispirazione condivisa.

«Questa mostra parla di dialogo e solidarietà. L’arte ucraina qui risuona in modo contemporaneo, mentre l’Italia ci offre il suo sincero sostegno e la sua vicinanza», ha affermato la curatrice e responsabile della comunicazione del progetto, Valentyna Bilan.

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Cultura e fashion

“Voci che non si possono zittire”: a Milano si è svolto il ciclo di incontri World With Women – Life Is Now

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Voci che non si possono zittire

A Milano si è concluso il ciclo internazionale di incontri World With Women – Life Is Now, organizzato dall’associazione VITAWORLD in collaborazione con VITA UKR.

Per quattro giorni, donne provenienti da Ucraina, Iran, Siria, Venezuela e Kurdistan hanno condiviso esperienze capaci di cambiare la vita: la perdita della casa, la violenza, la persecuzione politica, la guerra e una lunga incertezza che spesso sembra non finire mai.

Tra le protagoniste principali c’era Sasha Romantsova, direttrice esecutiva del Centro per le Libertà Civili — organizzazione ucraina insignita del Premio Nobel per la Pace 2022. Ha parlato con calma, senza enfasi, ma con parole che pesavano molto.

“Registriamo e conserviamo le storie delle persone, perché dietro ognuna c’è una vita,” ha detto l’attivista.

Romantsova ha sottolineato che oggi le donne ucraine non solo proteggono le loro famiglie, ma svolgono anche un lavoro che dovrebbe essere responsabilità delle istituzioni: cercano le persone scomparse, fanno volontariato, coordinano aiuti, sostengono chi è in difficoltà.

“Dietro ogni fatto c’è il destino di una persona,” ha ribadito. Ed è proprio da questi destini che si forma il volto della storia ucraina contemporanea.

Iran: una libertà che viene punita

L’attivista iraniana Rayhane Tabrizi, rappresentante del movimento “Donna. Vita. Libertà.”, ha parlato di una realtà in cui gesti quotidiani possono diventare motivo di punizione.

“Ciò che in altri Paesi è parte della vita di tutti i giorni, da noi può diventare un reato. La cosa più dolorosa è quando il desiderio di essere te stessa viene percepito come una minaccia al sistema politico del tuo Paese,” ha spiegato.

Le sue parole hanno aperto agli studenti milanesi una dimensione diversa della violenza: strutturale, invisibile, ma costante.

La designer iraniana Delshad Marsous ha raccontato che per lei l’arte è diventata una forza e uno strumento di resistenza:

“In un Paese dove il corpo della donna è controllato, l’arte diventa un modo per riappropriarsi della propria voce.”

Per Delshad, la moda non è solo estetica, ma linguaggio di opposizione e affermazione personale, soprattutto quando ogni altra forma di espressione viene limitata.

Venezuela: quando la verità diventa un rischio

La giornalista e già deputata dell’Assemblea Nazionale del Venezuela Mariela Magallanes ha raccontato la sua vita sotto la pressione del regime autoritario:

“Volevo solo fare il mio lavoro: dire la verità. Ma quando la verità è diventata un pericolo, ho capito quanto velocemente la realtà possa scomparire.”

La sua testimonianza ricorda che lì dove nasce una dittatura, la verità è la prima a essere considerata una minaccia, e la libertà smette di essere un diritto per diventare un privilegio.

Migrazione: un trauma che insegna ad ascoltare

La psicologa e mediatrice culturale Nur Gül Cokgezici, arrivata in Italia da bambina dopo le persecuzioni in Turchia, ha condiviso il suo dolore per la perdita della casa:

“Chi ha perso la propria casa conosce bene la parte invisibile della migrazione: la paura, il silenzio e l’incertezza. È qualcosa che ti insegna a riconoscere lo stesso dolore negli altri.”

Oggi lavora con donne che hanno subito violenze o che sono fuggite dalla guerra. Il suo tono pacato era molto eloquente: in quelle parole si percepiva un’esperienza che non si può imparare da un libro.

L’incertezza come normalità per le ucraine in guerra

La neuropsicologa Dana Mekhedova ha parlato delle donne ucraine che vivono nei centri di accoglienza temporanea:

“Per molte donne l’incertezza è diventata il ritmo abituale della vita. In questa quotidianità desiderano soprattutto una cosa: che la loro esperienza non passi inosservata.”

Ha sottolineato che l’aiuto umanitario non basta: serve un sostegno psicologico continuativo, affinché le donne possano riconquistare il proprio spazio e la propria autonomia.

Siria: quando una canzone diventa sostegno

La cantante e attivista siriana Soumaya Hallak ha concluso uno degli incontri con un’esibizione toccante. Le sue parole erano semplici, ma incisive:

“Canto per quei bambini che vivono nei campi profughi e non sanno se il mondo si ricorda di loro. È il mio modo per dirgli: siete importanti.”

La sua voce ha ricordato che l’arte, a volte, riesce a fare ciò che non riescono a fare le dichiarazioni politiche:

ridare a una persona la sensazione di non essere dimenticata.

Quando un evento diventa un movimento

Gli organizzatori hanno sottolineato come questi incontri abbiano permesso agli studenti non solo di ascoltare, ma anche di fare domande e vedere diverse forme di resistenza — dal lavoro dei difensori dei diritti umani alle espressioni artistiche.

In programma ora la mostra delle opere degli studenti del Liceo Brera, nuovi incontri nelle scuole e nelle università, e l’installazione internazionale “World With Women. Life Is Now”, dedicata alle storie di forza e resilienza delle donne.

Quando le voci tornano ad essere udibili

In un mondo in cui la frenesia quotidiana spesso soffoca le voci delle persone, incontri come questi restituiscono qualcosa di essenziale: la sensazione di essere realmente ascoltati.

In un ambiente sicuro e solidale, le donne hanno condiviso esperienze dolorose, fatte di perdita e fatica, ma anche di una profonda forza interiore.

Qui hanno trovato un sostegno che aiuta a non arrendersi e ad andare avanti.

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Cultura e fashion

Milano inaugura il Mercatino di Natale in Duomo 2025: 78 baite, artigianato, tipicità e solidarietà

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Milano inaugura il Mercatino di Natale in Duomo 2025: 78 baite, artigianato, tipicità e solidarietà.

È stato inaugurato il 2 dicembre, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala, dell’assessora allo Sviluppo economico Alessia Cappello e del presidente di Apeca Giacomo Errico, il tradizionale Mercatino di Natale in Duomo, uno degli appuntamenti più attesi del periodo natalizio in città.

Le 78 baite in legno, ispirate ai villaggi del Nord Europa, resteranno aperte tutti i giorni dalle 9 alle 21 fino al 6 gennaio, animando il centro con luci, profumi, artigianato e prodotti gastronomici di qualità.

Un percorso tra artigianato e idee regalo

Organizzato da ATI Promo.Ter Unione-Prisma con Apeca e Confcommercio Milano, il mercatino si sviluppa: nel primo tratto di corso Vittorio Emanuele II, lungo il perimetro della Cattedrale (via ex Camposanto), e in via Carlo Maria Martini

I visitatori possono trovare un’ampia varietà di prodotti artigianali e idee regalo: presepi, addobbi, decorazioni, vetro soffiato, giocattoli di legno, articoli per la tavola, bigiotteria, manufatti artigianali, cosmetici naturali e prodotti alla lavanda della Provenza.

Eccellenze gastronomiche da tutta Italia

Grande spazio anche alle specialità regionali italiane. Tra gli stand sono disponibili: formaggi tipici per le tavole delle feste, tartufo bianco e caviale, bottarga e affumicati, torroni, dolci tradizionali e tanti prodotti artigianali.

Un’offerta ampia che attira ogni anno migliaia di visitatori, milanesi e turisti.

Animazione per famiglie e atmosfera natalizia

Come da tradizione, il Mercatino ospita: il presepe, la Casetta di Babbo Natale, molto amata dai bambini, e spettacoli di magia, giocolieri e musica degli zampognari.

Per questa edizione, nella Casetta di Babbo Natale è installato anche un led wall, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina, che proietta contenuti legati alla preparazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici 2026, con la presenza delle mascotte ufficiali Tina e Milo.

Il Mercatino di Natale in Duomo è anche un’importante iniziativa benefica.

I contributi raccolti saranno destinati a numerose realtà:

Istituto dei Tumori di Milano

Opera San Francesco per i Poveri (OSF)

Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma dei Carabinieri (ONAOMAC)

Istituto Neurologico Carlo Besta – Neuroscienze Pediatriche

15 parrocchie milanesi individuate da Caritas Ambrosiana

Veneranda Fabbrica del Duomo

Fondazione Telethon, per la prima volta presente con il progetto “Come a casa”, a supporto delle famiglie dei pazienti in cura al San Raffaele

Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo economico, ha sottolineato come il Mercatino rappresenti «un appuntamento che valorizza Milano nel periodo natalizio, promuovendo tradizioni, artigianato e solidarietà verso i più fragili».

Carlo Sangalli, presidente Confcommercio, ha evidenziato che il Mercatino è «un simbolo di attrattività e allo stesso tempo un presidio di attenzione sociale, un patrimonio da preservare».

Giacomo Errico, presidente Apeca, ha ricordato la leadership nazionale dell’evento: «Un punto di forza per Milano, con grande richiamo turistico e un’offerta di eccellenze artigianali e alimentari».













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