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Avola: armi da guerra e spedizioni punitive, 7 giovani fermati dalla Polizia di Stato

Avola: armi da guerra e spedizioni punitive, 7 giovani fermati dalla Polizia di Stato

Operazione Polizia Avola arresti giovani

Provvedimenti cautelari per sette ragazzi

All’alba di venerdì 5 giugno, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette giovani, tra i 19 e i 24 anni, tutti residenti ad Avola, in provincia di Siracusa. Secondo l’impianto accusatorio, i destinatari sarebbero coinvolti, in concorso, nei reati di detenzione e porto illegale di armi da guerra e clandestine, oltre a lesioni e spaccio di sostanze stupefacenti.

Accertamenti investigativi iniziati nel 2025

L’intervento è stato condotto dagli operatori della Squadra Mobile della Questura di Siracusa e del Commissariato di Avola, con il supporto del Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Siracusa, dei Cinofili e dei Reparti Prevenzione Crimine di Catania e Palermo. L’operazione costituisce l’esito di una complessa attività d’indagine, avviata a inizio 2025 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, sviluppata mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a sistemi di videosorveglianza.

Una banda giovanile tra droga, armi e ritorsioni armate

Gli investigatori avrebbero riscontrato l’esistenza di un gruppo criminale stabile e organizzato, formato da giovani italiani residenti nella provincia di Siracusa, tutti sotto i 30 anni. In base alla ricostruzione, i componenti si sarebbero dedicati a aggressioni con armi, allo spaccio di stupefacenti e all’introduzione nel carcere di Cavadonna di Siracusa di droga e telefoni cellulari. Il sodalizio avrebbe inoltre messo in atto spedizioni punitive armate contro gruppi rivali o singoli avversari, per consolidare il proprio controllo criminale nel territorio di Avola.

Episodi violenti: interventi e ricostruzioni degli inquirenti

L’azione investigativa avrebbe permesso di bloccare molte aggressioni sul nascere, limitando possibili conseguenze gravi grazie a interventi rapidi e al sequestro di armi, anche con elevata capacità offensiva, prima che venissero impiegate. Tra i fatti ricostruiti figura l’arresto, nell’agosto 2025, di un 21enne ritenuto appartenente al gruppo, fermato presso un noto locale della zona costiera di Siracusa: il giovane, trovato con una pistola a salve modificata, sarebbe stato vicino a compiere una spedizione punitiva ai danni di due ragazzi, dopo un diverbio nato poco prima.

Armi e oggetti sequestrati tra Avola e la cascina di Noto

Un precedente controllo, risalente ad aprile 2025 ad Avola, aveva già portato al sequestro di numerose mazze, bastoni, sfollagente e passamontagna che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati destinati a un’aggressione contro un coetaneo pachinese. Decisivo anche il fermo di tre sodali presso una cascina a Noto, in località Falconara, indicata come deposito comune: i tre sarebbero stati bloccati subito dopo aver occultato al suo interno armi poi recuperate, tra cui un fucile AK47 e una pistola mitragliatrice MP 40 con numerose munizioni.

Legami in carcere, segnali social e ulteriori sequestri

L’indagine, svolta con il contributo della Polizia Penitenziaria, avrebbe documentato la compattezza del gruppo anche dopo alcuni arresti, attraverso l’introduzione in carcere di droga e telefoni cellulari destinati ai sodali detenuti, da parte di quelli rimasti in libertà. La violenza e la determinazione del sodalizio emergerebbero inoltre da post e video sui social, dove i membri avrebbero mostrato armi e presunte prove di tiro. Sei dei sette destinatari sono stati trasferiti nel carcere di Siracusa, mentre a un 22enne già detenuto il provvedimento è stato notificato in carcere. Durante l’operazione sono stati sequestrati telefoni cellulari, dispositivi elettronici e 4.500 euro in contanti.

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