Il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera, a maggioranza, al Testo Unico degli interventi regionali per l’inclusione sociale e la tutela delle persone con disabilità o in condizioni di fragilità per le attività di assistenza e cura. L’atto nasce per riunire e armonizzare in un solo riferimento normativo le principali disposizioni regionali su disabilità, inclusione sociale, assistenza e fragilità, così da facilitare la consultazione delle regole e innalzare la qualità complessiva della legislazione.
Norme riordinate e più leggibili per cittadini, servizi e terzo settore
Lo scopo dichiarato del Testo Unico è rendere l’architettura delle leggi regionali più chiara e facilmente fruibile, nel solco dei principi dello Statuto lombardo che richiamano trasparenza e coerenza dei testi. Il riassetto interessa ambiti che incidono ogni giorno sulla vita di molte famiglie, degli enti locali, dei professionisti del sociale e delle realtà del terzo settore, oltre che di tutti i soggetti coinvolti nei percorsi di assistenza e cura.
Forte: un welfare regionale più semplice da usare e più vicino alle persone
Il provvedimento è stato presentato dal relatore e presidente della Commissione Affari istituzionali, Matteo Forte (Fratelli d’Italia). Per Forte, l’approvazione rappresenta “un passo importante verso un welfare lombardo più chiaro, più accessibile e più vicino ai cittadini”. Il cuore dell’iniziativa, ha precisato, non è solo mettere ordine, ma rendere le norme più operative ed efficaci, perché in temi come disabilità, fragilità e assistenza la chiarezza delle regole può trasformarsi in un supporto concreto per persone, famiglie e amministrazioni.
Sinergia tra Consiglio, Giunta e uffici legislativi nella stesura del testo
Forte ha richiamato anche il valore del percorso che ha condotto al documento votato in Aula, rimarcando la collaborazione tra Consiglio regionale, Giunta e strutture tecniche legislative. A suo giudizio, l’esito conferma che le istituzioni possono lavorare con serietà e responsabilità per produrre strumenti utili, puntando su stabilità e concretezza e non su interventi di natura meramente propagandistica.
Riordino normativo: percorso avviato nel 2025 e dati sullo “snellimento” delle leggi
Il Testo Unico si colloca nel cammino previsto dalla disciplina regionale sul riordino legislativo, avviato nel luglio 2025. La linea è duplice: rendere più semplice reperire le norme e migliorare la qualità della produzione legislativa regionale. Nel quadro della riduzione del numero di leggi, Forte ha ricordato che dal 1970 Regione Lombardia ha approvato 2.523 norme, di cui 1.947 sono state eliminate nel tempo. Oggi risultano in vigore 576 leggi, con 257 ancora potenzialmente accorpabili.
Le obiezioni del PD: operazione di compilazione senza nuove risorse
Nel confronto in Aula sono emerse anche le perplessità dell’opposizione. Carmela Rozza (Partito Democratico) ha criticato il rilievo politico attribuito dalla maggioranza al testo, sostenendo che si tratti principalmente di una ricomposizione di norme già esistenti. Pur riconoscendo il lavoro degli uffici e l’impianto tecnico, Rozza ha annunciato il voto contrario del PD, affermando che il Testo Unico avrebbe un taglio prevalentemente burocratico e non introdurrebbe una riforma, né miglioramenti sostanziali o finanziamenti aggiuntivi.
Un unico documento che integra cinque leggi regionali su disabilità e fragilità
Il nuovo Testo Unico, approvato ai sensi dell’articolo 3, comma 2, della Legge regionale n. 7 del 2006 sul riordino e la semplificazione della normativa regionale mediante testi unici, mette insieme cinque leggi regionali varate tra il 2015 e il 2022. Le disposizioni toccano punti centrali delle politiche per la disabilità: l’attività di assistenza e cura degli assistenti familiari, i percorsi di inclusione sociale, la rimozione delle barriere alla comunicazione, il riconoscimento della lingua dei segni italiana e della lingua dei segni italiana tattile, il sostegno ai caregiver familiari, la vita indipendente e la sicurezza nelle strutture residenziali.
Com’è organizzato il Testo Unico: 40 articoli in sei capi
Il provvedimento conta 40 articoli suddivisi in sei capi. Nei primi cinque viene ricondotta a unità la disciplina delle materie già regolate, seguendo un’impostazione centrata sulla persona e sul livello di autonomia. Il sesto capo raccoglie le disposizioni finali, tra cui la clausola di neutralità finanziaria e l’elenco delle norme abrogate, sostituite integralmente dal nuovo Testo Unico, restando comunque validi gli effetti già prodotti dalle disposizioni ora confluite nel testo.
Elenco delle leggi regionali superate dall’entrata in vigore del nuovo testo
Con l’entrata in vigore del Testo Unico vengono abrogate la Legge regionale n. 15 del 2015 sugli interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari, la Legge regionale n. 20 del 2016 sull’inclusione sociale e la rimozione delle barriere alla comunicazione, la Legge regionale n. 2 del 2017 sui contributi per l’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle residenze per anziani e persone con disabilità, la Legge regionale n. 23 del 2022 sul caregiver familiare e la Legge regionale n. 25 del 2022 sulle politiche di welfare sociale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale delle persone con disabilità.
Gruppo tecnico paritetico: attività chiusa nel marzo 2026 e interventi in Aula
La redazione è stata curata da un gruppo tecnico paritetico formato da esperti della Giunta e del Consiglio regionale. Costituito nel luglio 2025, il gruppo ha concluso i lavori nel marzo 2026, predisponendo un testo destinato a sostituire integralmente le leggi precedenti, senza azzerare gli effetti già maturati dalle norme ora riunite. Nel corso della discussione in Aula sono intervenuti anche i consiglieri Lisa Noja (Italia Viva), Marisa Cesana (Forza Italia), Silvana Snider (Lega), Manfredi Palmeri (Lombardia Migliore) e il sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio regionale Mauro Piazza.

