L’omicidio di Chiara Poggi, consumato il 13 agosto 2007 a Garlasco, registra ora una nuova fase decisiva. Andrea Sempio, indicato come autore dell’omicidio volontario della giovane, ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, passaggio che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. La Procura di Pavia, inoltre, invierà gli esiti investigativi alla Procura generale di Milano per valutare un’eventuale revisione del procedimento che aveva portato alla condanna di Alberto Stasi a 16 anni. Nel confronto tra accusa e difesa, un ruolo centrale è assunto dalle intercettazioni ambientali che, secondo gli inquirenti, chiamerebbero in causa Sempio.
Garlasco 2007: i fatti e la sentenza su Alberto Stasi
Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi viene rinvenuta morta nella sua abitazione di Garlasco. Dopo anni di udienze e ricostruzioni, nel 2015 Alberto Stasi, allora compagno della vittima, è stato condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio. Nel 2025, però, l’inchiesta viene riaperta: l’unico indagato diventa Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Per gli investigatori, Sempio avrebbe ucciso Poggi in seguito al rifiuto delle sue avances, ipotesi che ora orienta la nuova ricostruzione del delitto.
Audio ambientali al centro: cosa emergerebbe su Sempio
Durante l’interrogatorio del 6 maggio 2026, Sempio ha scelto di non rispondere; in quella sede, tuttavia, la Procura di Pavia gli ha fatto ascoltare alcune intercettazioni ambientali ritenute determinanti. Le registrazioni, datate aprile 2025, indicherebbero che Sempio avrebbe fatto riferimento a video intimi di Chiara e Alberto Stasi, sostenendo di conoscerne l’esistenza, e avrebbe anche accennato a un tentativo di avvicinamento alla vittima nei giorni che precedono l’omicidio. La difesa, al contrario, interpreta quelle frasi come semplici considerazioni maturate ascoltando un podcast, e non come un’ammissione di responsabilità.
L’ipotesi di movente: avances respinte e reazione violenta
Per l’accusa, la spinta che avrebbe portato al delitto sarebbe riconducibile a un rifiuto di natura sessuale da parte di Chiara Poggi nei confronti di Sempio. La nuova versione degli inquirenti sostiene che, dopo aver appreso dei filmati di Chiara con Stasi, Sempio si sarebbe invaghito della ragazza. Di fronte al diniego alle sue avances, e approfittando di circostanze favorevoli legate alla gestione della casa, avrebbe quindi aggredito la giovane in modo particolarmente brutale.
Aggravanti contestate: crudeltà e motivo ritenuto abietto
La dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi, secondo la Procura, sarebbe connotata da una violenza estrema. Gli inquirenti ritengono che alla vittima siano stati inferti almeno 12 colpi tra testa e volto, elemento che, nel quadro accusatorio, rivelerebbe un accanimento e un profondo rancore legato al rifiuto dell’approccio. Le aggravanti indicate sono la crudeltà e il movente abietto, circostanze che, se confermate, potrebbero aprire alla prospettiva dell’ergastolo.
Elementi tecnici: DNA e attribuzione della cosiddetta impronta 33
Nel fascicolo, le prove a carico di Andrea Sempio vengono descritte come articolate. Le analisi sul DNA ricavato dalle unghie di Chiara Poggi indicherebbero una compatibilità con la famiglia Sempio. Inoltre, l’impronta 33 rilevata nella scena del crimine sarebbe stata attribuita a Sempio. Nonostante la strategia difensiva punti a ridimensionare o contestare tali risultati, l’impianto tecnico, per l’accusa, rappresenterebbe un riscontro significativo del suo coinvolgimento.
La linea difensiva: frasi fuori contesto e riferimento a un podcast
Gli avvocati di Sempio insistono nel mettere in discussione la portata delle intercettazioni considerate accusatorie. Secondo la difesa, il soliloquio in cui Sempio sembra parlare della visione dei video intimi di Chiara e Alberto sarebbe in realtà un ragionamento nato dall’ascolto di contenuti online, e dunque privo di valore confessionorio. In questa prospettiva, le dichiarazioni non dimostrerebbero una responsabilità diretta, anche perché, a loro dire, mancherebbero riscontri univoci capaci di trasformare quelle parole in una vera ammissione.
La posizione di Marco Poggi: sostegno continuo all’amico sotto indagine
Un ulteriore profilo ritenuto rilevante dagli investigatori riguarda l’atteggiamento di Marco Poggi, fratello di Chiara. Nel corso delle audizioni, Marco avrebbe sostenuto Andrea Sempio con costanza, nonostante gli elementi ritenuti a suo carico. Gli inquirenti lo avrebbero descritto come ostile durante gli interrogatori, evidenziando una sorta di “difesa d’ufficio” nei confronti dell’amico, con cui era legato da una relazione di lunga data.
Sequestri e nuovi accertamenti: dispositivi, documenti e un video da valutare
Nel prosieguo delle indagini sono stati acquisiti diversi materiali: agende, block notes, apparecchi elettronici e altri reperti considerati utili. Gli inquirenti hanno valutato anche un filmato che potrebbe contribuire a chiarire passaggi della dinamica. Tra quanto sequestrato figurano inoltre file audio e video che, se interpretati nel contesto corretto, potrebbero offrire dettagli rilevanti per l’accertamento dei fatti.
Fine indagini e prossimi passi: possibile processo e ipotesi di revisione
La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio l’avviso di conclusione delle indagini. L’imputazione prospettata è omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dal movente abietto. A questo punto, gli atti verranno trasmessi alla Procura generale di Milano, chiamata a verificare se sussistano le condizioni per una revisione del processo che nel 2015 ha portato alla condanna di Alberto Stasi. Il caso di Garlasco continua a dividere, ma l’attuale fase investigativa mira a fare maggiore chiarezza su un omicidio che ha segnato l’opinione pubblica italiana.

