Nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo, si è spento Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e di Terra Madre. La comunicazione è arrivata dal movimento da lui ideato, che in una nota ha richiamato la potenza della sua visione e il suo amore per il bene comune, per le relazioni tra le persone, per la natura e per la biodiversità. Con Petrini se ne va una delle personalità più incisive della gastronomia contemporanea, capace di elevare il cibo da semplice bene di consumo a questione politica, sociale, ambientale e culturale.
Dalle Langhe al mondo: l’origine di Slow Food e Terra Madre
Nato a Bra nel 1949, Carlo Petrini, per tutti Carlin, è stato gastronomo, giornalista, scrittore e instancabile promotore di un modello alimentare più equo e sostenibile. Nel 1986 diede vita a Slow Food, un movimento nato per difendere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti. Da quell’idea si è sviluppata una rete internazionale che mette in dialogo produttori, cuochi, studiosi, agricoltori, pescatori e consumatori in oltre 160 Paesi, con la missione di tutelare biodiversità, culture locali e sovranità alimentare.
Un’utopia concreta che ha cambiato il modo di parlare di cibo
“Chi semina utopia, raccoglie realtà” era una delle frasi che Petrini amava ripetere e che Slow Food ha scelto per riassumere il senso della sua esistenza. La sua non è stata soltanto una sfida gastronomica: è stata una visione complessiva, in cui il cibo diventa relazione, responsabilità, memoria, identità e futuro. Petrini ha portato nel dibattito pubblico temi oggi centrali, dalla sostenibilità ambientale alla protezione delle tradizioni, dal rispetto della terra alla dignità delle comunità rurali.
Pollenzo e la nascita di un nuovo approccio accademico alla gastronomia
Tra le eredità più rilevanti spicca l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, fondata nel 2004. Petrini immaginò un polo universitario in cui studiare il cibo in chiave interdisciplinare, intrecciando agricoltura, ambiente, economia, storia, antropologia e cultura. L’ateneo ha formato migliaia di gastronome e gastronomi da decine di Paesi, contribuendo a consolidare una nuova figura professionale e culturale: chi analizza il cibo non solo come alimento, ma come sistema complesso che attraversa società, territori e modelli produttivi.
Terra Madre: una rete globale che valorizza i territori
Sempre nel 2004 Petrini ideò Terra Madre, la rete internazionale delle comunità del cibo. Un’iniziativa pensata per dare spazio a piccoli produttori agricoli, pastori, pescatori, artigiani, giovani, cuochi e accademici, spesso ai margini dei grandi circuiti dell’economia globale. Terra Madre ha rappresentato un’altra idea di globalizzazione: non quella dell’omologazione, ma quella delle relazioni, della cooperazione e della difesa delle differenze. Per Petrini, il futuro dell’alimentazione doveva partire dal rispetto dei luoghi e dalla centralità delle persone.
Ecologia, responsabilità civile e Comunità Laudato si’
Nel 2017 Petrini fu anche co-fondatore delle Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco e orientate alla cura della casa comune. Una rete di realtà locali impegnate nella transizione ecologica dal basso, aperta a persone di ogni fede e sensibilità. Il confronto con il mondo cattolico, pur senza definirsi credente, è stato uno dei tratti più peculiari del suo percorso pubblico: Petrini seppe creare ponti tra culture diverse, collegando spiritualità, ecologia, giustizia sociale e responsabilità collettiva.
Il messaggio del Quirinale: il ricordo di Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha descritto Petrini come una figura in grado di lasciare “un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell’intera società e non solo in Italia”. Il Capo dello Stato ha evidenziato come le sue intuizioni sulla sostenibilità, sulla necessità di custodire le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali e sul rispetto dell’ambiente abbiano alimentato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, fondata su qualità, genuinità ed eticità.
Le parole di Crosetto e l’omaggio istituzionale del Piemonte
Tra i messaggi di cordoglio c’è anche quello del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha rievocato un legame personale con Petrini, nato a Bra, tra ristoranti, cantine, discussioni e progetti condivisi “in rigoroso dialetto piemontese”. “Il mondo ha perso un sognatore vero”, ha scritto Crosetto. Anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha reso omaggio a Petrini, ricordando come Slow Food, Terra Madre e Pollenzo abbiano contribuito a costruire una parte importante dell’identità agricola ed enogastronomica del Piemonte di oggi.
Il saluto di Slow Food: custodire e proseguire il suo cammino
Nel suo commiato, Slow Food ha definito Petrini “uno degli intellettuali più vivaci e visionari della nostra epoca”, capace di parlare con un re, un Papa, un contadino, una pastora, un pescatore o uno studente senza mai perdere autenticità. L’associazione ha invitato la comunità a restare compatta e a “tenere la barra dritta”, sottolineando che portare avanti il movimento è il modo più concreto per onorare la memoria del suo fondatore. “Siamo custodi di un grande tesoro”, ha scritto Slow Food, salutandolo con parole semplici e affettuose: “Ciao Carlin, ti vogliamo bene”.
Un lascito che supera la cucina e parla al futuro
Carlo Petrini lascia un’eredità che va ben oltre il mondo del cibo. Il suo lavoro ha contribuito a trasformare lo sguardo di consumatori, istituzioni e produttori su alimentazione, agricoltura e sostenibilità. Ha mostrato che il cibo può essere piacere, ma anche giustizia; tradizione, ma anche innovazione; identità locale, ma anche dialogo globale. La sua vita resta la dimostrazione concreta che le idee, quando crescono con passione e visione, possono diventare realtà destinate a durare nel tempo.

