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Bari, blitz antimafia: arresti per omicidi nella faida Capriati-Strisciuglio

Bari, blitz antimafia: arresti per omicidi nella faida Capriati-Strisciuglio

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Nella mattinata di ieri, una vasta operazione congiunta di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari, ha portato all’esecuzione di provvedimenti cautelari decisivi contro la spirale di violenza legata allo scontro tra i clan Capriati e Strisciuglio. L’intervento ha previsto 11 misure di custodia in carcere e tre fermi, maturati nell’ambito di indagini su omicidi e altri reati connessi alla contrapposizione armata tra le due organizzazioni mafiose, da tempo radicate e operative nell’area barese.

Scontri mafiosi a Bari: la tensione torna a salire

Nelle ultime settimane, il confronto tra i clan Capriati e Strisciuglio è arrivato a livelli particolarmente critici, con una sequenza di agguati e azioni violente che hanno interessato Bari e diversi centri della Provincia. Gli omicidi di Raffaele “Lello” Capriati e di Filippo Scavo rappresentano l’apice di una scia di episodi che, secondo gli investigatori, include aggressioni armate e una preoccupante circolazione di armi anche in locali notturni frequentati da giovani vicini agli ambienti criminali. Le ricostruzioni investigative indicano che questa escalation ha inciso sugli equilibri interni della mafia barese, con il gruppo Capriati impegnato a difendere e consolidare il proprio peso sul territorio.

L’agguato a Torre a Mare: perché l’uccisione di Capriati pesa sugli assetti criminali

Il 1° aprile 2024, l’assassinio di Lello Capriati ha rappresentato un passaggio chiave nelle dinamiche del conflitto. Figura di riferimento dell’omonimo clan, Capriati è stato ucciso a Torre a Mare nel lunedì di Pasqua: due sicari a bordo di una moto lo hanno raggiunto mentre era in auto con una donna, rimasta fortunatamente illesa. L’episodio, di forte impatto, ha aggravato fratture e tensioni, innescando nuove ritorsioni e un ulteriore incremento della violenza. Le indagini della Squadra Mobile di Bari hanno evidenziato che l’omicidio si inserisce in un contesto più ampio, fatto di attacchi e contrattacchi tra i due schieramenti, con un coinvolgimento crescente di giovani leve e figure emergenti.

Tra armi, droga e comunicazioni illegali: il ruolo del carcere nelle indagini

Dagli accertamenti è affiorato anche un quadro preoccupante relativo al sistema penitenziario. La DDA ha documentato una rilevante capacità dei clan di mantenere contatti e influenza persino all’interno del carcere di Bari, dove alcuni detenuti avrebbero continuato a gestire rapporti e direttive grazie all’introduzione di telefoni cellulari, in più casi mediante l’impiego di droni. Oltre ai delitti oggetto d’indagine, l’attività investigativa ha fatto emergere presunti traffici di armi e stupefacenti, mentre un ulteriore episodio di sangue si è verificato pochi giorni prima degli arresti, nella piazza centrale di Carbonara, confermando un contesto di pressione criminale ancora elevata.

Omicidio Scavo a Bisceglie: arrestati giovani ritenuti coinvolti nell’agguato

In parallelo, è stato disposto l’arresto di tre giovani tra i 21 e i 22 anni, ritenuti coinvolti nell’uccisione di Filippo Scavo, avvenuta il 19 aprile nella discoteca “Divine Club” di Bisceglie. L’inchiesta, coordinata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, ha ricostruito in dettaglio le fasi dell’azione: dalla presenza della vittima e degli autori degli spari all’interno del locale, al tentativo di aggressione fuori dalla struttura, fino al rientro e ai colpi esplosi dentro la discoteca. Scavo è stato ucciso in un atto che, secondo la ricostruzione investigativa, rientra pienamente nella guerra tra clan, legata alla conquista di spazi di controllo sul territorio e alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti.

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