Padova si è stretta per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi, campione capace di entrare nel cuore di tutti. La Basilica di Santa Giustina, affacciata su Prato della Valle, ha ospitato i funerali dell’atleta plurimedagliato paralimpico e icona della Formula 1. Il feretro è arrivato alle 11, in un clima di profondo silenzio e rispetto, ed è stato accolto da un applauso lungo e commosso dalla folla in piazza. La moglie Daniela, il figlio Nicolò e la madre Anna hanno accompagnato l’ingresso in chiesa con grande emozione, mentre una corona di rose bianche ha affiancato la bara, in un gesto di affetto condiviso.
Una carriera che ha lasciato un segno indelebile
La cerimonia, seguita da esponenti dello sport e delle istituzioni, si è trasformata in un omaggio a Zanardi, l’uomo che ha saputo ispirare intere generazioni. Sull’altare è stata collocata la sua handbike, emblema della rinascita dopo l’incidente del 2001 che gli costò le gambe. Tra i presenti: Stefano Domenicali, Giovanni Malagò, Luca Zaia e Bebe Vio, arrivati per rendere tributo al campione. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha ricordato Zanardi come esempio di determinazione, capace di trasformare la disabilità in una nuova possibilità e non in un limite.
Testimonianze e omaggi dagli amici e dallo sport
All’addio hanno voluto partecipare anche Giancarlo Minardi e Stefano Domenicali, volti storici della Formula 1. Numerosi gli sportivi presenti, tra cui Alberto Tomba e Kristian Ghedina, che hanno richiamato la forza e la resilienza di Zanardi. “Alex è stato grandioso per la forza e la volontà che ci ha messo. Era un grande, un mio paesano”, ha detto Tomba, sottolineando la sua tenacia fuori dal comune. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport e amico di Zanardi, ha evidenziato come la sua determinazione abbia aperto una strada nuova a tantissimi atleti paralimpici, offrendo fiducia e prospettiva a chi cercava un nuovo inizio.
L’omelia di Don Marco Pozza e l’abbraccio di Obiettivo3
Nel corso della celebrazione, Don Marco Pozza, cappellano del carcere e amico di lunga data, ha officiato la messa ricordando quanto Alex abbia rappresentato un esempio concreto di vita. Nell’omelia ha richiamato la nota “regola dei cinque secondi” che Zanardi ripeteva spesso: “Resisti altri cinque secondi, proprio quando pensi di non farcela più”. Il momento più intenso è arrivato con l’intervento di tre ragazzi di Obiettivo3, l’associazione fondata da Zanardi per sostenere gli atleti paralimpici: nelle loro parole, piene di riconoscenza, Alex è stato descritto come mentore, amico e per molti persino un padre. “Capitano, nostro capitano, ci hai messo tutti in marcia”, hanno detto, ricordando come la sua energia contagiosa abbia cambiato in meglio le loro vite.
Un’ultima lezione di coraggio affidata a Nicolò
In chiusura, il figlio Nicolò ha condiviso un ricordo intimo, raccontando che Alex, anche nella normalità di ogni giorno, restava positivo e generoso, pronto a insegnare a non arrendersi. “Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa. Chiunque può averla”, ha affermato Nicolò, lasciando un messaggio semplice e potente: la bellezza della vita si riconosce nelle piccole cose e nella capacità di non smettere di provarci.
Cordoglio in Italia e il valore del suo esempio
In diverse città italiane, oggi, è stato proclamato il lutto per rendere omaggio a Zanardi. A Bologna, sua città natale, e a Noventa Padovana, dove aveva vissuto negli ultimi anni, le bandiere sono state esposte a mezz’asta. Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha ribadito quanto Zanardi sia stato un simbolo di positività e determinazione, capace di ridefinire il senso stesso della sfida. “Zanardi ci ha insegnato a concentrarci su quello che abbiamo, non su quello che non abbiamo”, ha dichiarato Zaia, ricordando come l’atleta, pur dopo la perdita delle gambe, sia riuscito a vincere ancora e a diventare un punto di riferimento per moltissime persone.

