La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un cittadino italiano, ritenuto coinvolto in una rapina aggravata particolarmente violenta ai danni di un supermercato in via Lajolo, avvenuta il 10 marzo scorso. L’attività investigativa, seguita dalla Procura della Repubblica di Torino, ha consentito di arrivare al fermo dell’uomo grazie a una ricostruzione puntuale dei fatti e dei movimenti successivi al colpo.
Rapina al supermercato di via Lajolo: dinamica e modalità dell’assalto
Nel pomeriggio del 10 marzo, poco prima delle 16:00, l’indagato sarebbe entrato nel punto vendita di via Lajolo con il volto travisato e impugnando un grande coltello da cucina. Per ridurre il rischio di essere ripreso dalle telecamere esterne, si sarebbe avvicinato all’ingresso schermandosi con un ombrello a quadri rossi e neri. Una volta dentro, avrebbe minacciato la cassiera, facendosi consegnare l’incasso giornaliero, pari a 730 euro. Secondo quanto ricostruito, indossava una felpa rossa con cappuccio, un cappello giallo e uno scaldacollo nero: elementi utili agli investigatori per l’identificazione.
Dopo il colpo: fuga, cambi rapidi e sospetto supporto della convivente
Gli accertamenti avrebbero messo in luce una fuga studiata con attenzione, basata su cambi d’abbigliamento in sequenza e sul tentativo di confondere eventuali ricerche. Le immagini di videosorveglianza raccolte nell’area hanno documentato i suoi spostamenti: in un primo momento è stato notato correre in via Breglio, con gli stessi pantaloni e le stesse scarpe usate durante l’azione, ma con una felpa grigia sotto quella rossa. In seguito, è stato ripreso mentre procedeva a passo normale in via Roccavione insieme alla convivente, che trascinava un piccolo trolley: un particolare ritenuto significativo perché il bagaglio potrebbe aver servito a nascondere gli indumenti impiegati durante la rapina.
Poco dopo, in via Nigra, l’uomo è stato sottoposto a controllo: per rendere più difficile l’associazione con il rapinatore, appariva con un aspetto differente, indossando giubbotto nero, felpa gialla e pantaloni grigi.
Conferme investigative, perquisizione e custodia cautelare in carcere
Nonostante i tentativi di depistaggio, la Squadra Mobile, incrociando i fotogrammi delle telecamere con le dichiarazioni raccolte, ha ritenuto di poter attribuire all’arrestato l’identità della persona ripresa durante la rapina. La perquisizione domiciliare ha inoltre fornito ulteriori riscontri utili, consolidando l’impianto accusatorio.
Sulla base degli elementi presentati dal Pubblico Ministero, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto l’ordinanza di custodia cautelare, evidenziando la presenza di gravi indizi di colpevolezza. L’uomo è stato quindi arrestato e condotto in carcere, rimanendo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

