Il Centro-Sud resta alle prese con una forte ondata di maltempo che insiste soprattutto sul versante adriatico, tra piogge battenti, neve, raffiche di vento, frane, allagamenti ed esondazioni. La Protezione civile ha confermato l’allerta rossa per Abruzzo, Molise e Puglia, indicando una fase di criticità molto alta che, nelle ultime ore, ha inciso in modo pesante su sicurezza del territorio, viabilità e collegamenti ferroviari.
Ponte sul Trigno collassato: la crisi meteo diventa emergenza
Il fatto più drammatico della giornata è il cedimento del ponte sul fiume Trigno lungo la Statale 16 Adriatica, nel territorio di Montenero di Bisaccia, al confine tra Molise e Abruzzo. Il crollo ha interrotto un asse strategico della costa adriatica, peggiorando un quadro già segnato da allagamenti diffusi e dall’aumento della portata del fiume. La Procura di Larino ha avviato un fascicolo per crollo colposo e, nelle ore successive, si è fatta strada anche l’ipotesi che un’auto possa essere rimasta coinvolta nel collasso: le ricerche sono state affidate a soccorritori, mezzi aerei e sommozzatori dei Vigili del fuoco.
Viabilità costiera interrotta: Molise e Abruzzo divisi
Con il viadotto sul Trigno fuori uso, i collegamenti ordinari tra Molise e Abruzzo lungo la costa risultano di fatto spezzati, imponendo una riorganizzazione immediata della mobilità. Per assicurare un percorso alternativo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha disposto dalle 16 l’esenzione totale del pedaggio sulla A14 tra Vasto Sud e Termoli, una misura pensata per sostenere residenti e pendolari e limitare l’impatto su attività economiche e servizi in un territorio improvvisamente separato. Il ministero ha inoltre comunicato l’intenzione di nominare un commissario straordinario per accelerare i tempi della ricostruzione.
Molise sotto pressione: evacuazioni e strade compromesse
In Molise l’emergenza non riguarda soltanto il ponte crollato. A Termoli si contano circa 150 evacuati per gli allagamenti lungo la costa, con le criticità maggiori nelle zone di Rio Vivo e Marinelle. Proseguono senza sosta le attività di assistenza alla popolazione e di controllo del territorio, mentre la rete viaria interna resta pesantemente colpita da frane e smottamenti oltre che da numerosi ristagni. Il quadro d’insieme evidenzia la vulnerabilità di un’area alle prese con piogge persistenti e corsi d’acqua in piena.
Abruzzo, criticità idrogeologica: frane e disagi in stazione
Anche l’Abruzzo rientra tra le regioni più colpite. A Pescara il fiume ha occupato l’area golenale e, in più punti, si registrano allagamenti, smottamenti, chiusure di strade e difficoltà sulla rete dei servizi. La notte appena trascorsa ha reso evidente la gravità della situazione: circa 800 persone sono rimaste bloccate alla stazione ferroviaria di Pescara dopo l’interruzione della linea adriatica nella zona di Vasto, disposta per l’esondazione del fiume Osento. Restano sotto monitoraggio dighe e corsi d’acqua, oltre alle aree più esposte al rischio idraulico e idrogeologico.
Marsilio: verso la richiesta ufficiale dello stato di emergenza
Davanti a un’emergenza così estesa, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha spiegato che, terminata la fase più intensa dell’evento e completata la ricognizione dei danni, verrà presentata formalmente la richiesta di stato di emergenza. L’intenzione è già stata anticipata al ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e al capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. Si tratta di un passaggio amministrativo e politico decisivo, perché segnala che la gestione ordinaria non basta più a fronteggiare un evento che sta colpendo infrastrutture e servizi essenziali, oltre a famiglie e imprese.
Puglia in affanno: livelli dei fiumi alti e soccorsi continui
In Puglia le ore restano delicate, soprattutto nel Foggiano, dove i Vigili del fuoco sono intervenuti per recuperare decine di veicoli e mettere in salvo molte persone rimaste isolate. Il Fortore ha toccato livelli di allerta molto elevati, mentre Cervaro e Ofanto vengono seguiti costantemente per il rischio di nuove piene. La Provincia di Foggia ha già chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale, evidenziando danni ingenti a viabilità e infrastrutture e la necessità di investimenti strutturali non più rinviabili.
Oltre 800 interventi: l’impegno straordinario dei Vigili del fuoco
La portata dell’emergenza emerge anche dai numeri. Dalla mezzanotte del 31 marzo, tra Abruzzo, Molise e Puglia, i Vigili del fuoco hanno completato oltre 800 interventi, con centinaia di operatori e mezzi impegnati nei punti più critici. In Abruzzo risultano particolarmente colpite le province di Pescara e Chieti; in Molise il peso delle operazioni si concentra tra Campobasso e Isernia; in Puglia il Foggiano resta il principale baricentro dei soccorsi. Il dato fotografa, più di qualsiasi descrizione, la straordinarietà dell’evento ancora in corso.
Trasporti sotto stress: treni e strade tra stop e riaperture
Sul fronte trasporti, la situazione evolve lentamente. RFI aveva comunicato inizialmente la sospensione della linea Adriatica tra Fossacesia e Porto di Vasto per l’esondazione del fiume Osento, con l’attivazione di bus sostitutivi tra Abruzzo e Puglia. In seguito è stata annunciata la ripresa graduale della circolazione tra Porto di Vasto e Fossacesia, ma con rallentamenti precauzionali e la possibilità di ritardi, cancellazioni e modifiche al servizio. Anche la linea Foggia-Caserta è stata riattivata, seppure in un contesto che resta molto fragile.
Neve in quota: Appennino abruzzese isolato in più zone
Accanto alle piogge e agli allagamenti, in Abruzzo pesa anche l’emergenza neve. A Passolanciano l’Esercito è intervenuto per soccorrere persone rimaste bloccate in un albergo isolato da accumuli eccezionali, con diversi metri di neve e strade impraticabili. La riapertura della viabilità in alcune aree montane richiederà ancora tempo e mezzi speciali, confermando una perturbazione che ha interessato insieme costa, pianura e zone interne con fenomeni diversi ma ugualmente rischiosi.
Miglioramento in arrivo, ma la conta dei danni sarà pesante
Le previsioni segnalano un progressivo miglioramento nelle prossime ore e un ritorno a condizioni più stabili nel fine settimana, ma la fase successiva sarà inevitabilmente quella della valutazione dei danni. Strade cedute, ponti chiusi o collassati, linee ferroviarie interrotte, famiglie evacuate, attività economiche rallentate e campagne sommerse delineano già un bilancio significativo. Questa ondata di maltempo riporta con forza al centro il tema della vulnerabilità idrogeologica del Centro-Sud e della necessità di prevenzione e manutenzione per aumentare la sicurezza delle infrastrutture.

