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Artemis II: la NASA torna verso la Luna con equipaggio dopo 50 anni

Artemis II: la NASA torna verso la Luna con equipaggio dopo 50 anni

Artemis II lancio SLS Orion

Alle 18:35 ora locale del 1° aprile in Florida (00:35 del 2 aprile in Italia), il razzo Space Launch System è partito dal Launch Complex 39B del Kennedy Space Center, inserendo in orbita la capsula Orion con a bordo i quattro astronauti di Artemis II. È il primo viaggio umano in direzione della Luna dopo più di cinquant’anni e coincide con la prima missione con equipaggio del programma Artemis, l’iniziativa con cui la Nasa mira a ristabilire una presenza regolare nello spazio profondo e, in prospettiva, a tornare sul suolo lunare.

Un passo chiave: oltre la celebrazione, la strategia

Pur non prevedendo l’allunaggio, Artemis II ha un peso determinante. Il volo metterà alla prova, con esseri umani a bordo, i sistemi di supporto vitale, navigazione, comunicazioni e manovra di Orion e del vettore Sls, preparando il terreno alle prossime tappe. Per la Nasa è una vera prova generale delle operazioni lunari, in una fase in cui il ritorno verso la Luna è anche una sfida industriale, tecnologica e geopolitica, non solo scientifica.

Rotta lunare in flyby: niente atterraggio, massima distanza

La missione avrà una durata di circa dieci giorni. Dopo un primo tratto in orbita terrestre dedicato ai controlli e alle verifiche dei sistemi, Orion si dirigerà verso la Luna per un sorvolo che porterà l’equipaggio fino a circa 406 mila chilometri dalla Terra, superando il primato di distanza umana nello spazio fissato da Apollo 13. Concluso il flyby lunare, la capsula inizierà il rientro con ammaraggio nel Pacifico come traguardo finale, chiudendo una sequenza pensata per validare in modo completo profili e procedure di spazio profondo.

L’equipaggio di Artemis II: nomi, ruoli e primati

A bordo viaggiano il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch, tutti astronauti Nasa, insieme a Jeremy Hansen della Canadian Space Agency. Il team porta con sé diversi traguardi storici: Glover sarà il primo afroamericano in una missione lunare, Koch la prima donna in viaggio verso la Luna, mentre Hansen diventa il primo canadese e il primo non statunitense a partecipare a una spedizione umana così lontana dalla Terra. Una scelta che punta sull’esperienza, ma anche sul volto internazionale della nuova stagione dell’esplorazione.

Launch Complex 39B: il legame diretto con l’era Apollo

Anche il luogo di partenza aggiunge un forte valore simbolico. Artemis II è decollata dallo stesso sito che vide partire molte missioni Apollo, ricucendo idealmente il filo interrotto nel 1972 con Apollo 17, l’ultima volta in cui esseri umani hanno superato l’orbita bassa terrestre puntando la Luna. Per la Nasa, però, non è solo memoria: l’obiettivo è trasformare il ritorno verso la Luna in una presenza continuativa e non più in iniziative sporadiche.

Countdown e imprevisti: anomalie gestite prima del decollo

La giornata del lancio si è svolta in un clima di prudente fiducia, sostenuta dal caricamento regolare del propellente e da previsioni meteo considerate favorevoli. Nelle fasi immediatamente precedenti al via, i tecnici hanno comunque affrontato alcune anomalie, tra cui un problema collegato a un sistema di sicurezza del razzo e un alert riferito a una batteria del Launch Abort System. Le criticità sono state risolte senza fermare definitivamente il conto alla rovescia, consentendo la partenza con un ritardo contenuto rispetto alla finestra inizialmente prevista e mantenendo intatta la sequenza di missione.

Orion al centro: il veicolo che abilita l’Artemis con equipaggio

Il fulcro operativo è la capsula Orion, progettata per trasportare astronauti oltre l’orbita terrestre e riportarli a casa in sicurezza. Artemis II segna il primo impiego di Orion con equipaggio dopo il volo di test senza astronauti di Artemis I nel 2022. Per la Nasa, questa missione è decisiva perché permette di verificare, in un contesto reale di spazio profondo, l’affidabilità e la risposta dei sistemi di bordo che dovranno supportare in futuro missioni più lunghe e complesse.

Esa e modulo di servizio: la componente europea che rende possibile il volo

Artemis II è anche una grande operazione internazionale. L’Agenzia Spaziale Europea riveste un ruolo centrale grazie all’European Service Module, il sistema che alimenta, spinge e sostiene Orion lungo l’intero viaggio. È questo modulo a garantire propulsione, elettricità, controllo termico, aria e acqua. L’Esa definisce Artemis II una conferma tangibile del peso europeo nel ritorno umano verso la Luna, evidenziando come senza tale contributo la missione non potrebbe essere completata.

Italia nel programma Artemis: accordi, tecnologia e prospettive di volo

Nel quadro di Artemis cresce anche la presenza dell’Italia. Nelle ultime ore l’Agenzia Spaziale Italiana ha confermato l’accordo firmato a Washington tra Italia e Nasa su moduli abitativi, sistemi di comunicazione e attività scientifiche sulla superficie lunare. Per l’Asi, l’intesa rafforza il contributo industriale e strategico del Paese e include anche la prospettiva della presenza di almeno un astronauta italiano in future missioni lunari del programma Artemis. Un passaggio importante perché sposta l’Italia da una partecipazione principalmente tecnologica a un coinvolgimento diretto nel possibile insediamento umano sulla Luna.

Competizione globale: la “nuova Luna” tra Stati Uniti e Cina

Dietro l’attenzione per il ritorno oltre l’orbita terrestre c’è anche una competizione sempre più evidente. La Nasa punta a un nuovo sbarco umano nell’area del Polo Sud lunare entro il 2028, mentre la Cina guarda a una missione con equipaggio entro il 2030. In questa cornice, Artemis II vale come dimostrazione di capacità: non soltanto un collaudo, ma il segnale che gli Stati Uniti intendono mantenere un vantaggio operativo e un ruolo politico nella definizione delle future regole di presenza e attività sulla superficie lunare.

Dai test di oggi all’obiettivo finale: una presenza lunare duratura

Il lancio di Artemis II riporta l’umanità nello spazio profondo e inaugura una nuova fase dell’esplorazione. Non è ancora il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare, ma un passaggio indispensabile per arrivarci in modo sicuro e sostenibile. Se la missione confermerà la solidità dei sistemi, la Nasa avrà completato il tratto più delicato verso la prossima stagione di missioni lunari con equipaggio. Dopo oltre mezzo secolo, la Luna torna a essere una destinazione concreta e non soltanto il ricordo della corsa allo spazio del Novecento, aprendo la strada a una continuità operativa nel tempo.

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