Negli ultimi mesi il falso trading online si è confermato un pericolo reale per risparmiatori e cittadini, conquistando nuove vittime con la promessa di guadagni rapidi e investimenti presentati come affidabili. In questo scenario, la Polizia di Stato ha potenziato le attività di controllo e contrasto, facendo leva su competenze tecniche per individuare i responsabili di raggiri finanziari costruiti su piattaforme ingannevoli.
Come funziona l’inganno: rendimenti “sicuri” e intermediari inventati
Gli accertamenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Genova hanno evidenziato uno schema solido e ripetuto in più episodi. Le persone venivano adescate tramite annunci sul web che garantivano profitti elevati e assenza di rischi, spingendole a chiamare numerazioni dedicate.
Dopo il primo contatto, intervenivano sedicenti trader che costruivano gradualmente un legame di fiducia, guidando le vittime nell’apertura dei conti e nella disposizione dei bonifici. In numerosi casi, i truffatori si presentavano come assistenti sempre disponibili e, ottenute le credenziali dagli utenti, arrivavano a gestire direttamente le operazioni.
Siti “professionali” e profitti simulati: la leva psicologica della frode
Tra gli elementi più pericolosi rientra l’impiego di piattaforme dall’aspetto credibile: talvolta servizi autentici ma alterati, altre volte copie identiche create ad hoc. I falsi broker esponevano grafici e indicatori apparentemente plausibili, facendo vedere rendimenti inesistenti e risultati costruiti.
Per rendere il sistema ancora più convincente, in alcune fasi iniziali venivano disposti piccoli accrediti verso le vittime, spacciati come guadagni maturati. In realtà, quel denaro proveniva da altri soggetti raggirati e serviva a sostenere il circuito fraudolento tipico di queste truffe.
Perdite complessive oltre 85.000 euro: due casi ricostruiti
Le due inchieste concluse hanno quantificato un danno economico totale superiore a 85.000 euro. Nel primo episodio, la vittima ha subito una perdita di oltre 41.000 euro, con somme inviate in parte verso un noto exchange e in parte su conti correnti in Italia.
Nel secondo caso, invece, la persona offesa è stata convinta a effettuare cinque bonifici destinati a conti esteri, per un ammontare vicino a 47.000 euro, sempre collegati a un presunto investimento finanziario.
Analisi blockchain e risalita ai flussi: individuati i presunti autori
Nonostante le strategie di anonimizzazione utilizzate dai truffatori, gli specialisti della Polizia Postale sono riusciti a ricostruire i movimenti di denaro grazie al tracciamento delle criptovalute e all’analisi delle blockchain, svolta con software investigativi avanzati.
Gli sviluppi investigativi hanno consentito di identificare e denunciare una donna di 53 anni residente a Padova e un uomo di 49 anni di nazionalità romena residente a Milano. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto, gli indagati devono ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva.
Consigli anti-truffa: riconoscere e bloccare il falso trading online
Le attività investigative ribadiscono un concetto chiave: le offerte di investimento che garantiscono alti rendimenti senza rischio risultano, nella maggior parte dei casi, prive di basi reali e riconducibili a frodi online.
Per ridurre il rischio di cadere in questi raggiri è fondamentale agire con prudenza, controllare l’affidabilità delle piattaforme e verificare che siano autorizzate da enti ufficiali come la CONSOB. È inoltre opportuno diffidare di chi contatta telefonicamente proponendo investimenti e insiste per prendere in mano, direttamente, la gestione delle operazioni finanziarie.

