Giorno24.it

San Siro, perquisizioni a Milano: ex assessori e manager Inter-Milan indagati

San Siro, perquisizioni a Milano: ex assessori e manager Inter-Milan indagati

Perquisizioni Gdf San Siro Milano

A Milano è in atto una vasta operazione della Guardia di Finanza legata all’inchiesta sulla vendita dello stadio San Siro. Le perquisizioni, richieste dalla Procura milanese e autorizzate dal gip Roberto Crepaldi, stanno coinvolgendo gli uffici del Comune di Milano, la società M-I Stadio – concessionaria dell’impianto per Inter e Milan – e le abitazioni di diversi indagati tra ex amministratori pubblici, dirigenti e consulenti collegati ai due club.

Le attività investigative, guidate dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, segnano un ulteriore passo avanti in un filone già articolato che riguarda la gestione urbanistica del capoluogo lombardo e che nei mesi scorsi aveva già portato a misure cautelari successivamente annullate in sede giudiziaria.

Nove persone nel mirino: ipotesi di turbativa e violazione di atti riservati

Il cuore dell’inchiesta ruota attorno a nove indagati, accusati a vario titolo di turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio. Tra i nomi compaiono figure di rilievo della politica e dell’amministrazione cittadina, come gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, oltre al direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone.

Per gli inquirenti, alcuni atti amministrativi riservati connessi alla vendita dello stadio sarebbero stati anticipati e condivisi con soggetti privati prima dell’approvazione formale, con il rischio di incidere sulla regolarità e sull’imparzialità del procedimento pubblico.

Indagine estesa a dirigenti e advisor vicini a Inter e Milan

Nel fascicolo rientrano anche profili del mondo sportivo e imprenditoriale collegati alle due società calcistiche milanesi. Tra gli indagati figurano Alessandro Antonello, ex amministratore delegato corporate dell’Inter, il manager Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, presidente di Sport Life City, società controllata dal Milan.

Risultano iscritti nel registro anche Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune e responsabile unico del procedimento per la vendita dello stadio, oltre ai consulenti Fabrizio Grena e Marta Spaini, legati rispettivamente a Inter e Milan.

Sequestri e accertamenti digitali: al vaglio mail, chat e documenti

Le perquisizioni, allargate anche a soggetti terzi non indagati tra advisor e società coinvolte, hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici, inclusi telefoni cellulari e documentazione informatica. Lo scopo è verificare chat e comunicazioni email già emerse nella maxi inchiesta sull’urbanistica milanese.

Proprio da questi scambi, secondo gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, potrebbero emergere elementi utili a ricostruire eventuali accordi informali o possibili collusioni tra pubblico e privato nella gestione della procedura di vendita.

Il nodo Meazza: timori di vantaggi privati nella cessione del complesso San Siro

Sotto esame c’è la cessione del complesso immobiliare “San Siro”, comprensivo dello stadio Giuseppe Meazza, per un importo stimato intorno ai 197 milioni di euro. L’ipotesi investigativa è che l’operazione possa aver favorito interessi privati a scapito dell’interesse pubblico, anche sfruttando la normativa sugli stadi per agevolare progetti di sviluppo urbanistico nell’area.

L’indagine sarebbe partita da una serie di esposti depositati in Procura, tra cui quelli dell’ex vicesindaco Luigi Corbani e del promoter Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato “Sì Meazza”, da tempo critico sulla gestione complessiva della vicenda.

Un filone che si intreccia con l’inchiesta più ampia sull’urbanistica milanese

Non a caso alcuni indagati, tra cui Tancredi, Malangone e De Cesaris, risultano già presenti nel filone principale dell’indagine sulla gestione urbanistica della città di Milano. Questo ulteriore capitolo si inserisce quindi in un quadro più vasto che punta a chiarire possibili criticità sistemiche nei rapporti tra amministrazione pubblica e operatori privati.

Le contestazioni riguardano un arco temporale compreso tra il 2017 e il 2025, periodo in cui si è sviluppato l’iter amministrativo per la dismissione e la possibile trasformazione dell’area di San Siro.

Scenario politico: richieste di trasparenza e accuse di scarsa chiarezza

Sul piano istituzionale, il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha evidenziato la necessità di fare piena luce sulla vicenda, definendola un’occasione per “fare chiarezza e pulizia”, pur senza collegare l’inchiesta a possibili ripercussioni sugli eventi sportivi internazionali.

Dai banchi dell’opposizione, il capogruppo della Lega in Consiglio comunale Alessandro Verri ha parlato di “troppe zone d’ombra” nella gestione della vendita, criticando la rapidità con cui la delibera sarebbe stata approvata e il ricorso a strumenti procedurali che avrebbero ridotto il confronto democratico.

Palazzo Marino rinvia un appuntamento: tensione dopo la notizia delle perquisizioni

Intanto, il Comune di Milano ha rinviato una conferenza stampa prevista in mattinata a Palazzo Marino, ufficialmente dedicata alla conclusione dei lavori di restauro dell’edificio. La scelta è arrivata subito dopo la diffusione della notizia delle perquisizioni, segnale del clima di forte tensione che si registra nelle istituzioni cittadine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *