L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma porta sotto i riflettori la società “Le 5 Forchette Srl”, coinvolta in un fascicolo che ipotizza riciclaggio e intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa. Dalle carte emergerebbe che Mauro e Miriam Caroccia avrebbero spostato e reinvestito nella Srl risorse legate alle attività illecite del clan camorristico dei Senese, con la finalità di far confluire nel circuito legale capitali accumulati nel tempo.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, tali operazioni non sarebbero servite soltanto a reimpiegare denaro di provenienza sospetta, ma anche a rafforzare la presenza economica del clan nell’area romana tramite il controllo di imprese e attività commerciali.
Società sotto indagine e focus sul locale “Bisteccheria d’Italia”
Nel cuore dell’inchiesta c’è la conduzione del ristorante “Bisteccheria d’Italia”, in via Tuscolana a Roma, collegato alla società “Le 5 Forchette”. Per gli investigatori, l’ingresso dei Caroccia nell’assetto societario, formalizzato nel dicembre 2024, sarebbe stato funzionale a permettere al clan Senese di consolidare la propria influenza economica sul territorio.
Le contestazioni indicano inoltre che l’operazione avrebbe mirato a schermare beni e liquidità da possibili provvedimenti di sequestro, poi effettivamente adottati il 17 dicembre 2024. In questa prospettiva, la società sarebbe stata impiegata come veicolo per “ripulire” fondi di origine illecita e reimmetterli nel mercato legale, con un impatto rilevante sul piano economico.
Interrogatori imminenti: calendario e quadro degli indagati
Le prime audizioni davanti ai magistrati della Dda di piazzale Clodio sono previste a metà settimana. Saranno sentiti Mauro Caroccia, già condannato a quattro anni per reati di tipo mafioso e attualmente detenuto, e la figlia Miriam Caroccia, presente come azionista della società.
Per la Procura, padre e figlia avrebbero partecipato in modo concreto al processo di investimento dei capitali contestati, contribuendo così al rafforzamento economico del sodalizio. La loro posizione resta centrale mentre gli inquirenti puntano a ricostruire movimenti finanziari, passaggi societari e collegamenti tra iniziative imprenditoriali e criminalità organizzata.
Strategia difensiva: smentito l’uso di fondi camorristici
Di tutt’altro tenore la tesi dell’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di entrambi gli indagati. Il legale afferma che non esisterebbero riscontri sull’impiego di denaro di matrice camorristica nella “Le 5 Forchette”, negando qualsiasi collegamento operativo o finanziario con il clan Senese.
Secondo la difesa, controlli e documenti dimostrerebbero la piena liceità dei capitali utilizzati, mettendo in discussione l’impianto accusatorio delineato dalla Procura e l’interpretazione dei flussi economici contestati.
Riflessi politici: quote societarie e dimissioni di Andrea Delmastro
La vicenda assume rilievo anche sul piano politico per il coinvolgimento, seppur non in termini giudiziari, dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che in passato avrebbe detenuto una partecipazione nella Srl.
Delmastro non è indicato tra gli indagati, ma la sua precedente presenza nella compagine societaria ha innescato polemiche e avrebbe portato alle dimissioni. L’episodio è finito al centro del dibattito pubblico per le ricadute istituzionali e le implicazioni politiche che ne sono derivate.
Commissione Antimafia: audizioni programmate e verifiche sul dossier
La Commissione parlamentare Antimafia ha scelto di avviare una serie di audizioni per ricostruire nel dettaglio i contorni della vicenda. Tra i soggetti chiamati a riferire figurano esponenti della Procura di Roma, delle forze dell’ordine e lo stesso Delmastro.
Lo scopo dichiarato è approfondire le connessioni tra economia legale e criminalità organizzata, nel rispetto delle prerogative della magistratura e con l’obiettivo di garantire trasparenza. È inoltre prevista una missione a Milano il 16 aprile, nell’ambito degli approfondimenti legati all’indagine “Hydra”.
Tensione tra partiti: richieste dell’opposizione e linea della maggioranza
Il caso ha acceso uno scontro politico significativo. Le opposizioni, in particolare Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, sollecitano tempi rapidi per l’audizione di Delmastro e chiedono chiarimenti anche a livello di governo.
Le critiche riguardano la gestione dell’intera vicenda e la necessità di definire eventuali responsabilità politiche. La maggioranza, invece, insiste sulla prudenza e sulla necessità di attendere gli sviluppi giudiziari, ribadendo l’importanza di non sovrapporsi alle indagini in corso.
Un’indagine tra impresa e mafie: il tema delle infiltrazioni nell’economia
L’inchiesta sulla società “Le 5 Forchette” si colloca in un contesto più ampio di contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia legale. Per gli inquirenti, questa vicenda rappresenterebbe un esempio concreto di come capitali illeciti possano essere reinvestiti tramite attività apparentemente regolari.
L’attività investigativa mira ora a definire l’effettiva portata dei rapporti tra imprenditoria e criminalità organizzata, in un quadro che continua a sollevare interrogativi sulla permeabilità del tessuto economico alle pressioni e alle strategie di infiltrazione mafiosa.

