La Fondazione Teatro La Fenice ha stabilito di interrompere ogni futura collaborazione con Beatrice Venezi. L’annuncio, reso pubblico dal sovrintendente Nicola Colabianchi, arriva al termine di settimane di polemiche e frizioni che hanno coinvolto la direttrice d’orchestra lucchese. Alla base della scelta ci sono alcune dichiarazioni rilasciate da Venezi, giudicate offensive e dannose per il valore artistico e professionale della Fondazione e della sua Orchestra.
Le frasi finite al centro delle critiche
L’episodio che ha innescato la decisione riguarda un’intervista concessa dalla stessa Venezi al quotidiano argentino La Nación, in cui ha sostenuto che “questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio”. Nello stesso passaggio ha aggiunto di non avere “padrini” nel settore musicale, a differenza di altri colleghi, e ha espresso un giudizio critico sul clima che avrebbe riscontrato al Teatro La Fenice. Le affermazioni hanno provocato forte malcontento tra professori d’orchestra e dirigenza, che le hanno considerate in contrasto con i principi di rispetto e cooperazione che dovrebbero guidare l’attività professionale del teatro.
Colabianchi replica e marca la distanza
Dopo l’uscita pubblica di Venezi, il sovrintendente Colabianchi ha preso subito le distanze, chiarendo di non riconoscersi nelle opinioni espresse e ribadendo l’elevato livello dell’Orchestra. Ha inoltre evidenziato che tali parole, oltre a non descrivere la realtà della Fenice, rischiano di incrinare la fiducia reciproca indispensabile per costruire un rapporto artistico solido, credibile e continuativo.
La posizione del ministro Alessandro Giuli
Anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è intervenuto esprimendo piena fiducia nel sovrintendente Colabianchi e confermando che la decisione è maturata in modo autonomo e indipendente. Il ministro ha inoltre auspicato che l’annullamento delle collaborazioni con Venezi possa contribuire a ridurre le tensioni, tutelando l’interesse del Teatro La Fenice e della città di Venezia.
Mobilitazioni e stop del personale della Fenice
Le parole della direttrice non hanno trovato opposizione soltanto nei vertici, ma hanno generato reazioni anche tra le maestranze, che si sono attivate con scioperi, distribuzione di volantini e proteste per manifestare il dissenso. Per i lavoratori, quelle dichiarazioni non solo avrebbero mancato di rispetto alla professionalità dell’orchestra, ma avrebbero messo in discussione l’identità stessa della Fondazione. La Rsu del Teatro La Fenice ha definito le affermazioni “gravi, false e offensive”, ricordando che i musicisti vengono scelti tramite concorsi pubblici basati su talento e meritocrazia.
Revoca dell’incarico di direttrice musicale
Venezi era stata nominata direttrice musicale del Gran Teatro La Fenice nel dicembre 2025 e avrebbe dovuto assumere l’incarico il prossimo ottobre. Tuttavia, l’accumularsi di tensioni e contrasti nei mesi precedenti ha portato alla revoca della nomina. Di conseguenza, la Fondazione ha scelto di annullare ogni collaborazione futura, segnalando che l’incarico non risultava più coerente con principi e obiettivi dell’istituzione veneziana.
I prossimi passi per il Teatro La Fenice
La scelta chiude una vicenda che per mesi ha occupato il dibattito pubblico, tra scontri interni al Teatro La Fenice e critiche legate alla nomina di Venezi. Ora la Fondazione punta a proseguire la propria missione promuovendo un contesto di lavoro fondato su rispetto, collaborazione ed eccellenza artistica. Pur trattandosi di un passaggio complesso, l’episodio si inserisce in una fase di rinnovamento e nella ricerca di un equilibrio tra valore musicale e dinamiche professionali che caratterizzano la vita del Teatro La Fenice.

