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Corea del Sud, enorme incendio in fabbrica a Daejeon: 11 morti, decine feriti

Corea del Sud, enorme incendio in fabbrica a Daejeon: 11 morti, decine feriti

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Un incendio devastante ha investito un impianto che produce componenti per l’automotive a Daejeon, la quinta città più popolosa della Corea del Sud (circa 1,5 milioni di residenti). Il rogo è divampato poco dopo l’una di venerdì, mentre nello stabilimento si trovavano all’incirca 170 dipendenti. Il quadro provvisorio resta pesantissimo: almeno 11 persone hanno perso la vita, 59 risultano ferite e alcune sono ancora disperse; i soccorsi hanno operato per oltre dieci ore prima di riuscire a spegnere del tutto le fiamme.

Numero di vittime, feriti e dispersi: dati ancora parziali

Le comunicazioni delle autorità locali continuano ad aggiornarsi, a conferma di un intervento complesso e in evoluzione. Secondo i dati diffusi finora, almeno 25 feriti sono in condizioni gravi o gravissime, mentre altri hanno riportato traumi e ustioni meno critici. Rimangono inoltre diverse persone non rintracciate, con i soccorritori impegnati a setacciare le aree crollate e annerite dal fuoco. I vigili del fuoco hanno operato senza interruzioni per recuperare le vittime e individuare eventuali superstiti, in uno scenario ad alto rischio.

Origine del rogo da chiarire: testimoni parlano di un boato

Le cause dell’incendio non sono ancora state determinate, ma più persone presenti nelle vicinanze hanno raccontato di aver sentito una forte esplosione poco prima della rapida propagazione delle fiamme nel complesso industriale. La velocità con cui il fuoco ha conquistato gli ambienti interni ha reso estremamente difficile contenere l’emergenza nelle fasi iniziali, finendo per intrappolare numerosi operai all’interno.

Edificio a rischio cedimento: accessi bloccati e tempi più lunghi

Un nodo decisivo delle operazioni è stato lo stato della struttura, giudicata instabile. I vigili del fuoco hanno spiegato di non aver potuto entrare in una porzione dello stabilimento per diverse ore, a causa del concreto pericolo di crollo. Questa condizione ha rallentato ricerca e recuperi, obbligando le squadre a muoversi con estrema prudenza e a dare inizialmente priorità al contenimento dell’incendio.

Rischio materiali reattivi: sodio e altre sostanze pericolose nello stabilimento

A rendere l’intervento ancora più delicato è stata la presenza, all’interno dell’impianto, di circa 200 chilogrammi di sodio e di ulteriori sostanze chimiche altamente reattive. Materiali di questo tipo, se sottoposti a temperature elevate o manipolati in modo improprio, possono innescare esplosioni e reazioni violente, aumentando l’instabilità dell’area. I soccorritori hanno quindi lavorato considerando questo rischio costante, anche con dotazioni specifiche per limitare la possibilità di nuove detonazioni.

Momenti di panico: lavoratori costretti a scelte estreme per salvarsi

Le riprese trasmesse dai media locali mostrano una situazione di forte impatto. Un denso fumo nero e lingue di fuoco hanno avvolto l’edificio; alcuni dipendenti, nel tentativo di mettersi in salvo, si sarebbero lanciati da finestre e balconi. Molti altri hanno riportato intossicazioni da fumo, contribuendo al numero complessivo dei feriti.

Maxi operazione antincendio: centinaia di uomini, mezzi e robot sul posto

Per gestire l’emergenza è stato attivato un dispiegamento massiccio: oltre 500 soccorritori e circa 120 mezzi, con il supporto di tecnologie avanzate, inclusi robot antincendio. Le attività si sono svolte su due fronti: spegnere il rogo e mettere in sicurezza la zona, evitando che le fiamme raggiungessero altri siti industriali vicini.

Lee Jae Myung: attivate tutte le risorse e focus sulla sicurezza sul lavoro

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha disposto la mobilitazione immediata di ogni risorsa disponibile, chiedendo il massimo sforzo nelle operazioni di soccorso. Nel suo intervento ha anche richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, ricordando che in Corea del Sud oltre 10mila lavoratori sono morti tra il 2000 e il 2024. Un dato che riaccende il dibattito su controlli, prevenzione e condizioni negli impianti produttivi.

Incidenti industriali recenti: una lunga scia che alimenta le polemiche

La tragedia di Daejeon arriva in un contesto già segnato da gravi episodi sul fronte della sicurezza industriale. Solo alcuni mesi fa, il Paese era stato colpito da un altro incendio drammatico, che aveva portato alla condanna a 15 anni di carcere dell’amministratore delegato di un’azienda di batterie. Eventi che mettono in luce criticità sistemiche e che, ancora una volta, finiscono al centro dell’attenzione pubblica.

Accertamenti aperti e ricerche tra le macerie: bilancio non definitivo

Le autorità hanno avviato un’indagine per ricostruire l’origine dell’incendio e verificare possibili responsabilità. Nel frattempo, continuano le ricerche dei dispersi tra i resti dello stabilimento, con l’obiettivo di definire il quadro completo della tragedia. Nelle prossime ore il numero delle vittime potrebbe purtroppo aumentare, mentre il Paese resta scosso da una delle più gravi catastrofi industriali degli ultimi anni.

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