Un cedimento repentino, due morti e una pista investigativa che potrebbe rivelarsi sensibile: è il quadro emerso nella mattina di venerdì 20 marzo a Roma. Il collasso del solaio di un casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti ha causato il decesso di due persone, mentre gli investigatori stanno valutando anche l’ipotesi anarchica: non è escluso che le vittime stessero manipolando un ordigno quando si è verificato il crollo.
Quando e dove è avvenuto il collasso: intervento prima delle 9
L’episodio è avvenuto pochi minuti prima delle 9 in un immobile dismesso in via delle Capannelle 221, all’interno del Parco degli Acquedotti. In base alle prime informazioni disponibili, il solaio della struttura avrebbe ceduto all’improvviso, seppellendo sotto i detriti un uomo e una donna.
I soccorsi e le forze dell’ordine sono arrivati in tempi rapidi sul luogo della tragedia. Le due vittime sono state estratte dalle macerie, mentre la Polizia ha avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica. Presenti anche gli operatori della Scientifica per i rilievi tecnici e la raccolta di elementi utili.
Identità delle vittime e profili: Ardizzone e Mercogliano
Le persone decedute sono state riconosciute come Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano.
Mercogliano era conosciuto come militante anarchico. In passato era stato condannato in primo grado per associazione con finalità di terrorismo nell’inchiesta “Scripta Manent”, legata alla presunta partecipazione alla Federazione Anarchica Informale, per poi essere assolto nel novembre 2020. Aveva partecipato a iniziative anti-carcerarie e antimilitariste e risultava con diversi precedenti connessi a manifestazioni, tra cui resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, furto, violenza privata e danneggiamento.
Anche Sara Ardizzone era nota alle forze dell’ordine. Figuravano a suo carico precedenti per fatti avvenuti durante manifestazioni e per reati aggravati dalla finalità di terrorismo. Nel 2021 era finita nell’indagine “Operazione Sibilla”, conclusasi con una sentenza di non luogo a procedere. Nel marzo 2023 era stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un’aggressione del settembre 2022 contro esponenti della Lega durante l’allestimento di un gazebo elettorale a Marina di Carrara. Ardizzone era inoltre attiva nel circolo anarchico “La Faglia” di Foligno, con un ruolo di rilievo nell’area anarchica insurrezionalista.
Pista esplosivo: verifiche su un possibile ordigno artigianale
Tra gli scenari considerati dagli inquirenti c’è quello secondo cui le due persone stessero maneggiando un ordigno artigianale quando si è verificato il cedimento. Un’ipotesi che, qualora trovasse riscontri, potrebbe offrire una spiegazione al collasso improvviso della struttura.
Le verifiche in corso da parte della Polizia e della Scientifica saranno centrali per individuare le cause del crollo e per accertare l’eventuale presenza di materiali esplosivi o di residui compatibili con la realizzazione di un ordigno.
Le indagini proseguono e, allo stato attuale, nessuna pista viene scartata.

