Notte agitata a Como: la Polizia di Stato è intervenuta all’ospedale Valduce attorno alla mezzanotte, dopo una richiesta della vigilanza privata al 112. Gli agenti hanno arrestato un 59enne comasco senza fissa dimora per lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale e lo hanno anche denunciato per minaccia.
Accesso negato e aggressione: cosa è successo al pronto soccorso
Dalla ricostruzione emerge che la violenza sarebbe scoppiata quando all’uomo è stato impedito l’uso dei servizi igienici del pronto soccorso. La guardia giurata, chiamata a supporto del personale sanitario al triage, è stata raggiunta da pugni e ha riportato lesioni. Quando la pattuglia è arrivata, l’aggressore era ancora nella struttura ed è stato subito identificato e bloccato.
Dimissioni dopo le cure: 5 giorni di prognosi per l’addetto alla sicurezza
La vittima è stata medicata nello stesso pronto soccorso e poi dimessa con prognosi di 5 giorni. Dai successivi controlli è inoltre emerso che il 59enne aveva già precedenti di polizia.
Rito direttissimo e decisione del giudice: obblighi e divieti
Portato in Questura, l’uomo è stato arrestato per lesioni aggravate, poiché commesse contro un incaricato di pubblico servizio. Il giorno seguente, concluso il rito direttissimo, il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto l’obbligo di firma in Questura oltre al divieto di avvicinamento al luogo di lavoro e alla residenza della persona offesa.
Ospedali e tutela degli operatori: il tema della sicurezza torna centrale
L’accaduto riporta al centro l’attenzione sulla sicurezza nei presidi sanitari, sempre più spesso segnati da episodi di aggressione che coinvolgono personale sanitario e addetti alla vigilanza. Il caso di Como si inserisce in un quadro che richiede prevenzione, controlli e misure efficaci a tutela di chi lavora in ospedale.

